Matilde Gioli, madrina della seconda edizione dell'Italian Global Series, il festival internazionale della serialità a Rimini e Riccione fino all'11 luglio, ha condiviso la sua visione sulla crescita professionale, enfatizzando l'importanza di variare i ruoli e di uscire dalla zona di comfort per arricchire il proprio bagaglio di esperienze. «Il mio sogno sarebbe variare sempre, poter fare ogni volta un progetto un po' diverso e poi ritornare a qualcosa che ho già fatto. Più sperimenti, più esci dalla zona di comfort, più ti metti sempre in discussione in modo nuovo, più, secondo me, cresce la tua esperienza.

Poi non è detto che aumenti anche la bravura e il talento, però intanto il bagaglio si arricchisce», ha dichiarato Gioli.

Il 2026 è un anno prolifico per Gioli. Protagonista su Prime Video nella commedia romantica Non è un paese per single, tornerà su Rai 1 in autunno con la quarta stagione di Doc, al fianco di Luca Argentero. Su Netflix, sarà nella serie crime-comedy Chiaroscuro, ambientata nel mondo dei furti d’arte, con Pierpaolo Spollon, Romana Maggiora Vergano, Andrea Lattanzi e Alessandro Preziosi. Ha inoltre concluso le riprese del thriller con elementi horror Carne della mia carne di Nunzio Altobelli, scritto da Dario Argento.

La complessità del mestiere d’attrice tra serialità e cinema

Il legame di Matilde Gioli con la dottoressa Giulia Giordano in Doc è centrale nella sua esperienza. «Ogni volta tornare al personaggio in Doc è bellissimo. È quello che mi piace di più della lunga serialità, per cui sono felicissima di essere ancora nel cast. Io sarei in difficoltà se dovessi salutare la dottoressa Giulia Giordano, perché sto imparando veramente a conoscerla sempre di più, a crescere con lei ed è una cosa che quando si gira un film manca, non si ha il tempo di sperimentare», ha spiegato Gioli. L'attrice ha aggiunto di aver imparato molto a livello emotivo e umano dal personaggio: «È una donna che, pur non essendo fortunatissima, soprattutto nelle relazioni, ha un modo di reagire sempre molto pragmatico.

Mi piace la professionista che diventa, il modo in cui tiene al suo gruppo di medicina interna… io voglio diventare una donna come lei».

Sul red carpet di piazza Cavour, Gioli, in un abito lungo di lino bianco, ha dichiarato: «È un onore dare un volto alle storie che rappresento sul piccolo schermo. Sono cresciuta con La signora in giallo». La sua passione per la serialità si estende anche al ruolo di spettatrice: «Il mio preferito di sempre è Breaking Bad. È una serie che mi ha molto colpita, facendomi capire quanto si possa diventare dipendente da un racconto».

L’Italian Global Series: la vetrina della serialità a Rimini e Riccione

L'Italian Global Series si afferma come punto di riferimento per la serialità italiana e internazionale.

Il festival, diretto da Marco Spagnoli e promosso dalla sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, anima Rimini e Riccione con red carpet e incontri. Tra gli ospiti, oltre a Gioli, figurano Simona Ventura, Carlton Cuse (creatore di Lost), Robert Powell, Francesco Piccolo, Titus Welliver e Rita Pavone, omaggiata del Maximo Excellence Award. Presenti anche gli attori internazionali Özge Gürel e Serkan Çayoğlu, a conferma della crescente attenzione verso le produzioni per il piccolo schermo.

Tra le serie tv italiane presentate, spiccano Chiaroscuro e Carne della mia carne di Nunzio Altobelli, che affronta la delicata tematica della violenza sulle donne. Gioli ha evidenziato come in quest'ultimo «un gruppo di donne...

capaci di unirsi, guidate dal loro essere madri, diventino una squadra per cercare di vincere contro 'i cattivi'». La varietà di generi e progetti sottolinea la versatilità dell’attrice e la vitalità della serialità contemporanea.

La versatilità di Matilde Gioli e il futuro della serialità

Essere madrina dell’Italian Global Series è un riconoscimento del ruolo crescente di Matilde Gioli nel panorama audiovisivo italiano. La kermesse, in svolgimento fino all’11 luglio, consolida la Riviera romagnola come polo d’attrazione per serie tv, creatori e pubblico, proponendo anteprime, masterclass e incontri. Gioli, condividendo il red carpet con altre celebrità, si afferma come una delle interpreti più poliedriche della sua generazione.

L’interesse del festival per la creatività narrativa e la capacità delle serie di intrecciare temi attuali emerge nei titoli scelti, dallo humor di Non è un paese per single alla denuncia sociale di Carne della mia carne. Gioli, affrontando ruoli diversi e complessi, rappresenta la nuova generazione di talenti capaci di spaziare tra i linguaggi contemporanei dell’audiovisivo, mantenendo un legame costante con i personaggi e il proprio percorso di crescita personale e professionale.