Il Parco Archeologico di Pompei si trasforma in un palcoscenico d'eccezione per l'arte contemporanea, ospitando Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology, la più grande installazione mai realizzata dall’artista britannico, acclamato dalla critica come erede di Andy Warhol. Dal 27 luglio al 30 novembre 2026, oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego, The Lobster, popoleranno non solo gli scavi di Pompei ma anche altri importanti siti del territorio, tra cui Longola, Boscoreale, Oplontis, Villa San Marco, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico.
L'evento propone un'invasione artistica che genera un dialogo unico tra le rovine antiche e le icone della cultura pop, veicolando un potente messaggio di rinascita artistica e territoriale.
Un momento di particolare significato è l'allestimento di una scultura nel sito protostorico di Longola, recentemente devastato da un incendio doloso. Questa presenza artistica è stata definita dal Direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, come “un gesto di attenzione e solidarietà verso questo luogo e verso la comunità che lo vive”. La scelta di integrare l'arte contemporanea in questi contesti archeologici sottolinea la volontà di creare un ponte tra la lunga storia campana e le espressioni artistiche attuali.
Tra le opere esposte, spiccano astici colorati in acciaio inox e sculture con patina bronzea che emergono inattese tra colonne e archi, affiancate da una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio nero, concepite come “reperti mitologici del futuro”, tra cui guerrieri-astice robotici.
Il dialogo artistico di Colbert tra passato e futuro
Philip Colbert, riconosciuto a livello globale per le sue installazioni site-specific su larga scala, ha già lasciato il segno in città come Taipei, Seoul, Hong Kong, Shanghai, Singapore, Macao, Londra, Venezia, Napoli, Roma e in Sicilia. Tuttavia, la mostra a Pompei rappresenta un capitolo cruciale della sua carriera. L'artista stesso ha spiegato: “Pompei è, per me, la città dell’antichità per eccellenza, un luogo che esiste oltre il tempo.
Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo, sull’identità e sui modi in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza, e la città stessa sembra sospesa tra passato e presente.”
Arte e rinascita: l'impegno per il territorio
L'iniziativa ha un profondo valore simbolico, specialmente per il sito di Longola. L'installazione di una scultura in quest'area mira a offrire un segnale tangibile di attenzione e a “curare simbolicamente la ferita” inferta dall'incendio. Il Direttore Zuchtriegel ha annunciato che all'installazione seguiranno incontri con scuole e associazioni, rafforzando il legame tra cultura, arte e comunità locali.
Questo approccio rientra nella più ampia strategia del Parco Archeologico di Pompei, uno dei siti archeologici più importanti al mondo, che da anni promuove il dialogo tra il suo inestimabile patrimonio antico e le espressioni artistiche contemporanee, invitando artisti internazionali a confrontarsi con scenari storici unici.
La mostra Pop Mythology, curata da Cesare Biasini Selvaggi e organizzata da Il Cigno Arte, è accessibile principalmente dagli scavi di Pompei, con ingresso da Piazza Esedra. Il percorso espositivo, che si estende fino a siti come Longola, Villa San Marco, Villa Arianna, Oplontis, Boscoreale e Real Polverificio Borbonico, guida i visitatori attraverso un viaggio tra le vestigia del passato e le visionarie incursioni del pop contemporaneo, con l'iconico astice di Colbert a simboleggiare la costante interazione tra le diverse stratificazioni temporali.