Il 24 luglio 2026, a Pompei, è stato presentato il restauro di un magnifico soffitto a volta rinvenuto nella Casa con Panificio, situata nella Regio IX degli scavi. L'intervento, illustrato durante il workshop internazionale “Pompei: scavi e ricerche in corso” tenutosi presso la Palestra Grande, ha permesso di ricomporre oltre un quarto della decorazione originaria. Questo risultato è stato ottenuto grazie ai frammenti recuperati durante le indagini archeologiche, mantenendo aperta la possibilità di ulteriori integrazioni con il proseguimento delle ricerche.

I frammenti decorativi appartenevano al soffitto a volta di una sala da banchetto, nota come cenacolo, situata al piano superiore della casa. La certezza della loro provenienza, individuata nel luogo stesso del crollo, ha facilitato una prima ricomposizione già durante le fasi di scavo. Un aspetto innovativo del progetto è il nuovo supporto sviluppato per l'affresco: non un tradizionale pannello piano, ma una struttura progettata in parallelo all'avanzamento del restauro. Solo la progressiva ricomposizione dei frammenti ha infatti consentito di definire con precisione la curvatura originale della volta.

Innovazione e dettagli del restauro archeologico

L'intervento di restauro è stato circoscritto ai frammenti la cui collocazione era sufficientemente documentata, permettendo di ricostruire una porzione significativa della decorazione senza alterarne la leggibilità e nel pieno rispetto dei principi di riconoscibilità e reversibilità.

Il supporto, caratterizzato da una struttura modulare, offre la flessibilità di aggiungere nuovi lacerti in futuro senza compromettere la ricostruzione già eseguita. Questa peculiarità rende il restauro un processo aperto e aggiornabile, particolarmente rilevante considerando che numerosi frammenti pertinenti al soffitto sono ancora conservati separatamente e altri potrebbero emergere dalle future indagini nella Casa con Panificio della Regio IX.

La decorazione ricostruita rivela un articolato progetto figurativo, incentrato su un grande riquadro centrale circondato da edicole, bordure, festoni vegetali, figure allegoriche delle stagioni, geni alati e numerosi altri elementi ornamentali. Il tema principale del soffitto è riconducibile alla ierogamia, l'unione sacra tra Dioniso e Arianna.

Sebbene la scena centrale sia conservata solo in modo frammentario, la ricostruzione è stata possibile grazie al confronto con altre opere antiche. Al centro della composizione, Dioniso è raffigurato disteso sul carro, di fronte ad Arianna intenta a suonare l'arpa, accompagnata da un erote citaredo, mentre il carro è trainato da due centauri musicisti. L'identificazione del soggetto è ulteriormente confermata dalla presenza di numerosi richiami al mondo dionisiaco, distribuiti nell'intero apparato decorativo, inclusi simboli rituali del culto, maschere teatrali e strumenti per le libagioni.

Il contesto delle scoperte e le iniziative del Parco

Il direttore degli scavi, Gabriel Zuchtriegel, ha evidenziato come "L'Italia è leader mondiale nel restauro archeologico e Pompei, con il suo ufficio di restauratori, ne è un tassello centrale".

Questo recupero si inserisce nel filone di studi dedicato al tema dionisiaco, scelto dal Parco Archeologico di Pompei come filo conduttore delle iniziative per il 2026. L'interesse per questa tematica è stato rafforzato dalla scoperta, tra il 2024 e il 2025, di una megalografia dedicata al dio Dioniso nella Casa del Tiaso, anch'essa situata nella Regio IX.

La presentazione del restauro ha fatto seguito al workshop internazionale “Pompei: scavi e ricerche in corso”, che ha riunito istituzioni e università italiane e straniere impegnate nelle attività di ricerca all'interno del Parco Archeologico. Oltre alla possibilità di future integrazioni della ricostruzione, il Parco promuoverà iniziative culturali legate al tema dionisiaco, come la seconda edizione di “Esopop – Storie in Festival”. Questo evento porterà performance teatrali dal vivo nei siti culturali dell'area vesuviana ogni venerdì e sabato, dal 28 agosto al 26 settembre 2026, in occasione delle aperture serali del Parco.