Michèle Pedinielli presenta il suo nuovo avvincente noir, intitolato “Dietro ai cani”, un’opera che trascina il lettore in un’indagine profonda e toccante. Ambientato tra la vibrante Nizza e il suggestivo Breil-sur-Roya, un piccolo paese al confine tra Francia e Italia, il romanzo esplora la sofferenza di chi è costretto a lasciare la propria terra. L'autrice intreccia sapientemente passato e presente, affrontando temi cruciali come il coraggio, la solidarietà e le memorie migranti che segnano il destino di intere comunità.

La trama si sviluppa attorno alla figura di Ghjulia “Diou” Boccanera, una detective dal carattere testardo e decisamente fuori dagli schemi.

La sua inchiesta prende il via in modo inaspettato: Diou si imbatte casualmente nel cadavere di un giovane eritreo. Nonostante l'indagine ufficiale sia affidata al comandante Jo Santucci, suo ex collega e partner, la detective non può rimanere inattiva. Spinta da un forte senso di giustizia, decide di dare un nome a quel ragazzo senza identità e di scoprire la verità sulla sua morte. Le sue ricerche la conducono fino a Breil-sur-Roya, un luogo simbolo, quotidianamente attraversato da rifugiati in cerca di una nuova vita e speranza.

Il romanzo non si limita al presente, ma costruisce un potente ponte temporale. Pedinielli narra, infatti, come nell’autunno del 1943 un giovane eroe guidasse gli ebrei in fuga dai nazisti verso la salvezza, creando un parallelo struggente con le vicende contemporanee.

“Dietro ai cani” si rivela così un giallo intenso e stratificato, che non solo intrattiene con i suoi colpi di scena, ma invita anche a una profonda riflessione sul destino di chi, oggi come allora, abbandona la propria casa con la speranza di un futuro migliore. Lo stile narrativo è ricco di energia e permeato da un’ironia sottile, capace di alleggerire e al contempo amplificare il messaggio di fondo.

Il volume, pubblicato da Fandango Libri, è disponibile dal 17 luglio 2026. Si presenta in brossura, conta 252 pagine e può essere acquistato al prezzo di 18,50 euro.

Ghjulia Boccanera: la detective irriverente tra noir e impegno sociale

La carismatica protagonista, Ghjulia Boccanera, soprannominata Diou, non è una figura nuova per i lettori di Michèle Pedinielli.

Era già apparsa nel precedente successo dell'autrice, il noir “Boccanera”, uscito in Italia nel 2025. Ambientato anch'esso a Nizza, quel romanzo aveva introdotto una detective privata cinquantenne, divorziata e senza figli, riconoscibile per le sue immancabili Dr. Martens e per un approccio al lavoro “irriverente e sopra le righe”. Già in quell'occasione, Pedinielli aveva dimostrato la sua capacità di affrontare senza retorica temi scottanti dei nostri tempi, quali la mafia, gli intrighi politici, il nazionalismo violento, il dramma dei rifugiati, l'omosessualità e le ingiustizie nel mondo del lavoro, dando vita a personaggi complessi e autentici.

In “Dietro ai cani”, l'autrice conferma e approfondisce questo approccio distintivo.

La narrazione si muove con agilità tra i generi del noir classico e della memoria storica, mantenendo sempre al centro le storie di migrazione, fuga e solidarietà. Il romanzo si colloca così in un punto nevralgico della storia europea, esplorando con uno stile narrativo vivace e penetrante le sfide e le speranze di chi attraversa i confini. L'impegno sociale e la profondità psicologica dei personaggi restano elementi portanti della sua scrittura.

Il confine franco-italiano: crocevia di memorie e destini migranti

Con “Dietro ai cani”, Michèle Pedinielli erige un vero e proprio ponte narrativo tra due epoche e due realtà apparentemente distanti: quella della Resistenza nel 1943 e quella contemporanea dei migranti eritrei che affrontano la frontiera franco-italiana.

Il confine, inteso sia in senso simbolico che geografico, diviene così uno spazio di passaggio cruciale, un luogo dove il passato e il presente si incontrano, e dove la memoria storica si fonde con i destini individuali.

I luoghi scelti per l'ambientazione – Nizza e Breil-sur-Roya – non sono semplici scenografie, ma assumono un significato profondo. Sono sentieri che la storia ha già battuto, percorsi un tempo da chi cercava salvezza dalla guerra e oggi calpestati da chi fugge da altre forme di violenza e precarietà. La decisione di costruire un noir attorno ai temi della migrazione e dell’eredità della memoria, in un contesto che vede il dialogo tra il turismo e la realtà dei rifugiati, permette alla fiction di confrontarsi con realtà sociali complesse e attuali.

Il romanzo solleva interrogativi fondamentali su coraggio, responsabilità e solidarietà. Invita il lettore a una riflessione sentita e necessaria sul destino dei migranti, considerandolo non un fenomeno isolato, ma una parte integrante e cruciale della storia europea. La narrazione, ricca di penetrazione emotiva e tensione, spinge a guardare oltre le cronache per comprendere le radici profonde e le implicazioni umane di queste vicende.