Nel web, sui siti di e-commerce, ma anche su quelli privati, si vendono delle bambole del tutto simili a bambini appena nati, in ogni caso in tenera età, provvisti di tanto di certificato di nascita e nome imposto. Stiamo parlando delle bambole Reborn che, in italiano significa rinascita, e che sono dilagate dapprima negli Stati Uniti e, in seguito, un po’ dappertutto. Sono pezzi unici con dei prezzi… unici. Insomma, non sono certo a buon mercato, ma sono talmente ben fatte e così verosimili che valgono il loro costo.

Fin qui tutto bene, ci sono un sacco di persone a cui piacciono le bambole, anche da adulte. Ah, perché dovete sapere che queste pupe non sono destinate a un consumatore infante, ma grandicello, sicuramente ultra maggiorenne.

C’è gente che ama ben altro tipo di bambole, quindi, se non ci si trova nulla di male in quel caso, a maggior ragione in questo, tenendo conto che stiamo parlando di pupattole davvero deliziose.

A un certo punto, però, dev’essere successo qualcosa: gli estimatori di questo prodotto hanno cominciato a mostrare dei segnali allarmanti. I loro pensieri sono diventati foschi e confusi ed anche le loro azioni sono diventate strane. Nelle case in cui c’è una Reborn sono apparsi interi corredini di vestitini da bambino umano da far impallidire i principini inglesi. Non paghi, i possessori hanno acquistato passeggini e carrozzine, biberon e succhiotti destinati a bambini in carne ed ossa.

Non hanno più voluto che li si chiamasse “proprietario”, ma “mamma”, a volte anche “papà”, dato che ci sono estimatori uomini, anche se molti meno rispetto alle mamm… donne.

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Poi si sono semplicemente buttati

Sono usciti allo scoperto aprendo pagine sui social e blog un po’ dappertutto. Si scambiano consigli come se, anziché aver acquistato una bambola, avessero partorito un bambino vero. Si scocciano se, presentando il pargolo a qualcuno, quel qualcuno non solo non capisce, ma dà ad intendere che un giro alla neuro sarebbe da considerare.

Dapprima timidamente, poi con sempre maggior sicumera, hanno iniziato a portarseli in giro, a fare la spesa, dal pediatra, al mare. Se non ci si avvicina troppo, sembrano dei bimbi veri e si può passare per genitore vero. Alcuni di essi, per festeggiare il lieto evento, hanno organizzato pranzi e distribuito confetti e bomboniere.

Insomma, non ci siamo ancora ripresi dall’umanizzazione dei chihuahua e dei jack russell e adesso ci tocca fare i conti con le bambole. Inquietante.