Dietro ogni usanza natalizia o no, c'è sempre una storia [VIDEO], ed è lo stesso anche per le piante che vengono regalate in questo periodo. Le piante tipiche del periodo natalizio sono davvero tante:la comunissima stella di Natale, il pungitopo, l’agrifoglio, il biancospino ed il romantico vischio.

Simbologia e storia delle piante di Natale

Partendo proprio da quest’ultimo, molto spesso vi sarà capitato di imbattervi in scenette tragicomiche, soprattutto nei film americani, in cui un impacciato lui cerca di sfruttare l’occasione di trovarsi sotto un rametto di vischio per baciare la sua bella. Sicuramente è una tradizione poco diffusa in Italia, tuttavia dietro questa usanza, c’è un’antica leggenda celtica, secondo la quale il vischio è una pianta sacra alla dea dell’Amore [VIDEO], Frigg.

La dea aveva due figli, il primogenito altruista e generoso e il secondogenito invidioso e vendicativo. Appena seppe dell’intenzione del figlio malvagio di uccidere il fratello, la dea chiese a tutte le forme viventi, animali e vegetali, ad eccezione del vischio di difendere il suo primogenito. Il secondogenito utilizzò proprio una freccia creata con il vischio per uccidere il fratello. La dea, piangendo sul cadavere del suo amato figlio, lo riportò in vita e le sue lacrime, cadute sul vischio, si trasformarono in bacche bianche. Per la gioia di aver salvato il figlio, la dea cominciò a baciare tutti proprio in prossimità del vischio per festeggiare e come gesto benaugurale.

Molto probabilmente l’origine di questa leggenda deve le sue origini anche alla natura della pianta stessa: il vischio è un’epifita, ovvero cresce sopra ad altre piante, in alto e veniva vista quindi come un dono piovuto dal cielo.

Ben diverse invece sono le origini e le simbologie delle altre piante sopraelencate: quasi tutte hanno un elemento rosso e delle spine. Il pungitopo, l’agrifoglio e il biancospino, infatti, hanno tutte e tre queste caratteristiche e venivano utilizzate già dagli antichi Romani come rimedio per allontanare con le spine eventuali presenze negative dalle case ed augurare con il colore rosso la rinascita del sole al solstizio.

Anche per la stella di Natale occorre aprire una parentesi a sé: non ha spine, ma ha un elemento rosso che in realtà non sono i fiori della pianta, bensì le foglie.

La Stella di Natale era coltivata già da Indios e Aztechi ed introdotta in Europa solo nel 1825-1830. Secondo una leggenda messicana, si narra che molti secoli fa, durante la notte di Natale, in chiesa, una bambina molto povera desiderava mostrare a Gesù il proprio amore, ma non avendone i mezzi per farlo , raccolse un fascio erbe spontanee che, depositate sull’altare, si trasformarono in meravigliose stelline rosse. Dunque regalare una stella di Natale è un gesto di amore puro , infatti in Francia prende il nome di Étoile d’amour (Stella d’Amore) .