Ormai si sa che l'alimentazione incide sulla nostra salute e che mangiare in modo scorretto può renderci meno resistenti di fronte alle malattie. Una dieta sbagliata aumenta anche il rischio di cancro perché oggi moltissimi alimenti, soprattutto quelli trattati e conservati, contengono molecole dannose per il nostro organismo. Nello specifico gli alimenti incriminati contengono zuccheri raffinati, perossidi e nitrosammine, nonché additivi e conservanti di sintesi. Gli studiosi concordano nell'affermare che almeno un terzo dei casi di tumore potrebbe essere evitato con una sana alimentazione.

La relazione tra dieta e sviluppo di neoplasie è accertata e per l'AIRC il collegamento è da cercarsi nelle sostanze usate per la preparazione dei cibi, come i nitrati, conservanti comuni di carne e salumi, principali responsabili del cancro allo stomaco o all'esofago, ma altre numerose molecole che mettono a rischio l'intero apparato digerente. Anche il fegato, la prostata, la mammella, le ovaie e l'utero, sono organi bersaglio di molecole dannose ingerite con gli alimenti. Esse infatti interferiscono anche con il quadro ormonale e con il sistema immunitario.

Carni rosse e farine raffinate

Le carni bovine, ovine e suine, etc, potrebbero favorire il tumore, secondo l'AIRC ed altre associazioni mondiali per la Ricerca sul cancro.

Sono stati individuati stretti legami tra questi tipi di carni rosse ed il cancro al colon o al retto, per cui ne è stato consigliato un consumo ridotto, inferiore ai 320/500 grammi settimanali. Il motivo è che la carne rossa è un cibo molto ossidante, aumenta cioè la produzione di molecole altamente reattive, i radicali liberi, con un alto potenziale infiammatorio a carico dell'intestino e quindi un effetto carcinogeno. Maggiore è la temperatura di cottura più alta è la probabilità che si formino radicali liberi. Ad alto rischio anche le carni cosiddette "lavorate", ovvero gli insaccati, le salsicce e la mortadella, che sono carni essiccate e trasformate, affumicate e conservate con additivi chimici, nitriti e nitrati soprattutto, per scongiurare il pericolo di botulismo.

Anche la presenza di glutammato monosodico in alcuni ripieni di carne è sotto esame perchè potrebbe causare la morte delle cellule nervose. La farina raffinata o bianca doppio zero, utilizzata per la quasi totalità degli alimenti commercializzati, contiene un eccessivo livello di glucosio: il suo consumo, oltre che a disturbare il meccanismo glucosio-insulina, può determinare un aumento di casi di cancro alla mammella. Sarebbe opportuno consumare cereali integrali, con minor indice glicemico, ed evitare merendine ed alimenti impanati confezionati.

Bevande zuccherate, alcool, sale e oli idrogenati

Lo zucchero bianco raffinato aumenta i livelli d'insulina con rischio diabete e di sviluppo di cellule cancerose nel nostro organismo, così come alcuni sciroppi, tipo mais e glucosio, o il fruttosio, che troviamo nei biscotti, nei succhi di frutta, nei prodotti di pasticceria e nelle salse, in cereali per la colazione ma soprattutto nelle bibite.

Un pericolo da non sottovalutare è rappresentato dagli edulcorantii artificiali, che sbilanciano la regolazione dello zucchero ematico rendendoci intolleranti al glucosio. E' già noto da tempo che l'aspartame, utilizzato in molte bevande light ma anche in gomme e caramelle, sia fortemente cancerogeno. L'alcool favorisce lo sviluppo del cancro al seno e al fegato, oltre che allo stomaco e al colon, mentre il problema causato dal sale è di natura diversa. Il sale deve essere consumato entro certi limiti, massimo 1 cucchiaino al giorno, perché è un fattore di rischio per l'ipertensione, ma gli alimenti processati con il sale, come cibi in salamoia, prosciutto crudo e cibi in scatola, contengono anche interferenti endocrini come il bisfenolo A, fattore di rischio tumorale.

Infine gli oli idrogenati, contenuti in margarine, gelati, e cibi confezionati al fine di mantenerli stabili, che possono alterare le membrane cellulari ed impoverire il sistema immunitario favorendo il cancro.