Quasi trent’anni fa in piena Siberia, l’allora studente dell’Accademia Russa delle Scienze Valentin Petushkov, attraversando il fiume Enisej notò una luminescenza dal tenue colore blu. Avvicinatosi alla fonte luminosa si accorse che la causa di questa luce nella notte era dovuta a quella specie che venne battezzata Fridericia heliota. La bioluminescenza quindi non restò più un fattore marino dove solo i pesci abissali e altri abitanti delle oscurità acquatiche ne erano i detentori – e pochi animali terrestri come alcuni insetti- ma divenne una caratteristica molto più comune e che, nel corso di questi trent’anni di ricerca, si è fatta notare sempre in più in molte specie animali inaspettatamente.

Ultima ma si pensa non definitiva, una nuova specie di lombrico, molto vicina geograficamente alla F. heliota è stata trovata in fase bioluminescente. Quello che galvanizza i ricercatori è che questo nuovo genere di oligocheti per ora chiamato provvisoriamente Henlea sp. Sembra produrre bioluminescenza in modo diverso dal suo “cugino” rinvenuto tre decadi fa. Ripassiamo insieme cosa sono gli oligocheti mentre anche noi ci chiediamo a cosa serva produrre luce in un ambiente buio e con la sprovvista di occhi.

Gli oligocheti

Questa sottoclasse dei clitellati (presentano il clitello, una sorta di ispessimento epidermico che avvolge il corpo come una cintura) presentano poche setole usate per spostare il terreno attorno al corpo durante i movimenti nel sottosuolo. I segmenti di un oligochete non sono tutti uguali internamente. Il primo segmento detto prostomio è piccolo e conico senza appendici se non delle chete usate per ancorare il verme durante il movimento, questo perché il loro movimento è talmente forte ed invasivo anche in terreni molto duri, che verrebbero sbalzati indietro anziché avanzare.

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Curiosità

L’escrezione avviene tramite organi a forma di imbuto che cominciano in un segmento e finiscono con un tubicino che comunica con l’ambiente esterno nel segmento successivo, questi organi detti metanefridi regolano soprattutto l’acqua ed il bilancio idro-salino per tenere sempre bagnata l’epidermide tramite la quale avviene la respirazione. Il sistema circolatorio è semplice e consta di un vaso che funge da cuore, che attraversa il corpo sul dorso e spinge il sangue dalla coda alla testa.

Da questo vaso dipartono poi vasi secondari in ogni segmento. Le gonadi (dotti spermatici e ovidotti) degli oligocheti sono circoscritte ad una zona ben precisa e molto vicine tra loro, tra il nono e il quindicesimo segmento del corpo.

L’accoppiamento avviene nel momento in cui gli spermatozoi sono maturi e quando escono dalle tane per accoppiarsi in maniera incrociata. Il clitello di entrambi i vermi secerne muco che mantiene attaccati gli animali, mentre gli spermatozoi vengono rilasciati dal quindicesimo segmento e portati al nono segmento del partner.

Quando le uova maturano, il clitello secerne altro muco che accoglie prima le uova e poi lo sperma tenuto da parte in modo che avvenga la fecondazione. Il tutto ora viene portato fino al prostomio che chiude questo sacco di muco e gameti formando un bozzolo atto a proteggere le uova fino alla schiusa.

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