Al pronipote di Hitler piace Angela Merkel ma il “populismo” di Donald Trump no, proprio non va giù. Si chiama Alexander e ha scelto da tempo di vivere negli Stati Uniti il discendente del Fuhrer, figlio di William Patrick, che non era certo il prediletto tra i nipoti del fondatore del Nazismo. Raggiunto in casa, nella sua villetta del Long Island, da un cronista del quotidiano “Bild”, l'americano d'adozione e tedesco di “illustre” famiglia si è concesso per la prima volta ai taccuini dei giornalisti dopo aver rifiutato in passato interviste ai più prestigiosi organi d'informazione internazionali come il “New York Times”.

Grazie alla tenacia e all'intraprendenza del navigato reporter Timo Lokoschat, il richiestissimo personaggio ha espresso pareri a tutto campo sulla politica sia a stelle e strisce che del Paese d'origine, non nascondendo simpatie e antipatie nei confronti di Capi di Stato e Cancellieri in carica.

Pronipote di Hitler su Merkel e Trump

Rispetto a Donald Trump, Alexander Hitler (il cognome di un tempo era stato cambiato in “Hiller” dal padre William, trasferitosi Oltreoceano in era nazista, prima di tornare nella versione originaria) non sembra animato da buoni sentimenti: “A me non piacciono i bugiardi e mi disturba il suo modo di fare” l'opinione espressa dal pronipote del Fuhrer su Presidente degli USA.

Se l'attuale inquilino della Casa Bianca rappresenta fonte di preoccupazione essendo “l'ultima persona al mondo per cui si possa nutrire ammirazione”, al contrario Angela Merkel andrebbe considerata un politico “capace e intelligente”, insomma una guida sicura e affidabile per la Germania di oggi lontana anni luce dall'incubo della feroce dittatura di un secolo fa.

Al pronipote di Adolf Hitler piace Angela Merkel

L'ammirazione per la Cancelliera non riguarda un aspetto soltanto, ma si estende alle scelte più difficili e controverse della leader del centrodestra teutonico: e anche sulla gestione degli arrivi di migranti, la stimata Angela “fa quello che può”, sia pur tra mille contraddizioni e in un periodo non certo facile per la CDU di governo.

Lo scoop del “Bild” sta facendo il giro del mondo e dopo il colloquio accordato a Lokoschat davanti alla residenza statunitense di Alexander non mancheranno “incursioni” di altri giornalisti, tutti pronti a strappare qualche dichiarazione esclusiva al discendente di Adolf Hitler.