Molti non hanno neanche mai sentito il suo nome, ma quella di Ipazia è una di quelle vite dell'età antica che hanno acceso l'ammirazione e la fantasia di moltissimi poeti nel corso di ben quindici secoli, sebbene la chiesa abbia cercato a lungo di soffocarne la memoria. Grande filosofa e matematica, fu uccisa e bruciata dal fanatismo religioso, ma elevata a martire del libero pensiero al pari di Giordano Bruno o Galileo Galilei.
Approfondiamo meglio altri aspetti della sua figura con cinque curiosità.
Non si sa quale fosse il suo reale aspetto
Le fonti che sono pervenute fino a noi si soffermano principalmente sul contesto storico in cui è vissuta e sul suo omicidio, ma non si sa nulla sul suo aspetto, né se fosse bionda o bruna o alta oppure bassa. I cronisti dell'epoca però ne decantano la bellezza ed il carisma, l'intelligenza e la dedizione alla filosofia e alla scienza.
Il rifiuto dell'amore carnale
Stando a quanto riferisce il neoplatonico Damascio, sembra che la bella filosofa avesse respinto l'energico corteggiamento di un suo allievo con un panno impregnato di sangue mestruale durante una lezione, liquidandolo con queste parole: «In definitiva è di questo, ragazzino, che ti sei innamorato, di niente di sublime». Nonostante non si possa confermare tale episodio, il suo modo di fare era diretto, quasi crudo, probabilmente c'è dunque un fondo di verità.
Aveva allievi suoi, ma insegnava a chiunque volesse ascoltarla
Nonostante avesse dei suoi allievi a cui insegnava sia precetti matematici e astronomici antichi che quelli da lei stessa confutati, sembra che andasse nel centro della piazza principale di Alessandria per poter divulgare le sue conoscenze a chiunque avesse voglia di ascoltarla, dai giovani agli anziani, dagli aristocratici agli schiavi.
'Antenata' della teoria copernicana
Forse è una espressione un po' curiosa, o forse un po' azzardata, ma sembra che Ipazia avesse formulato una idea primitiva di quello che è conosciuto oggi come 'eliocentrismo copernicano', ipotizzando inoltre che il moto dei corpi celesti non fosse determinato da cerchi come orbite, ma da ellissi.
Ipazia nell'arte e nella cultura di massa
Una delle molteplici raffigurazioni di Ipazia è stata eseguita ad opera di Raffaello Sanzio nell'affresco La Scuola di Atene situato nei Musei Vaticani, anche se non è verificata l'attendibilità. Fra le opere cinematografiche in cui è presente la sua figura è sicuramente da annoverare quello più celebre: Agorà, di Alejandro Amenabar. Il film è abbastanza pieno di imprecisioni storiche, ma dalla visione si respira perfettamente il clima dell'epoca.