In questi ultimi giorni sui social network si è diffusa a macchia d'olio una campagna di sensibilizzazione messa in atto dal governo tedesco sull'uso del casco in bicicletta. Il problema della sicurezza per i ciclisti, soprattutto in città, non conosce frontiere e anche la Germania vuole coinvolgere i propri cittadini sia al rispetto delle regole del codice della strada ma anche nell'utilizzo dei dispositivi di protezione, sempre più tecnologici e sicuri.

Ma ormai il polverone sui social si è alzato e nel giro di qualche giorno via web è arrivato anche da noi e proprio il messaggio pubblicitario è stato messo sotto i riflettori.

Polemica per la pubblicità del Ministero tedesco dei Trasporti sul casco per la bici

Voleva essere una campagna di grande impatto, e forse lo è stata. Un utilizzo disinvolto di parolacce, unite a fotografie che ritraggono persone in intimo solo indossando un caschetto da bici.

Il claim promulgato dal Ministero: "È una m..., ma ti salva la vita" forse scuote chi lo legge, cogliendo la provocazione ma certamente non si addice ad una comunicazione istituzionale, soprattutto se unito alle immagine dei modelli svestiti in posizioni piccanti tendenti all'osè.

Queste sono le critiche a cui ha risposto subito il titolare del Ministero dei Trasporti tedesco Andreas Scheuer: "Si tratta solo di farsi notare".

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Ciclismo

Non solo respinge le critiche ma anzi si dice molto soddisfatto, anche se la campagna è ufficialmente partita da pochi giorni, dichiara che il target prefissato è stato raggiunto. Il video del cast fotografico diffuso da pochi giorni è stato visto da persone dai 14 ai 49 anni con una platea di 1,78 milioni di spettatori, i dati riportati da Scheuer.

Il video montato dall'agenzia incaricata mostra, con l'hashtag #HelmeRettenLeben, vari poster e grandi manifesti con la scritta sovraimpressa "Looks like sh...

But saves my life" e con sullo sfondo ragazzi in intimo. Tra queste la nota Alicija Koehler, partecipante del concorso German Next Topmodel, ritratta in reggiseno in pizzo nero e caschetto rosa.

Alle polemiche del caso Scheuer risponde seccamente: "Ora tutta Europa discute dei caschi da bicicletta". Secondo il parlamentare l'obiettivo è stato raggiunto proprio perchè ha mosso le coscienze verso un accessorio considerato brutto da una gran parte dei ciclisti che per questa ragione non lo indossa.

Forse il linguaggio utilizzato, a detta di alcuni, è stato troppo forte per l'immagine di un rigoroso Ministero tedesco. Di seguito è possibile vedere il video reportage di WELT.

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