Una mozione approvata all'unanimità alla Camera dei deputati lo scorso martedì ha suscitato non poche discussioni per il potenziale dirompente di un provvedimento in essa ventilato: l'utilizzo di MiniBot per pagare i crediti verso i fornitori della Pubblica Amministrazione.
I MiniBot sono titoli di debito pubblico di piccolo taglio che in teoria potrebbero circolare tra i privati come moneta. Quest'ultima caratteristica è il profilo più allarmante poichè costituirebbe una violazione dei trattati internazionali sottoscritti dal nostro paese e potrebbe indurre l'Italia ad essere espulsa dall'euro. In diversi video disponibili in rete, il parlamentare leghista che ha proposto questo stratagemma, lo considera espressamente un passaggio propedeutico a portare l'italia fuori dalla moneta unica.
Anche al di fuori dell'accezione di "moneta alternativa" questi titoli costituirebbero un problema per il sistema economico italiano poichè potrebbero trasferire sulle imprese che lavorano con la PA oneri assimilabili a quelli di una imposta patrimoniale.
Per cercare di arginare le discussioni il ministro del Tesoro ha prontamente fatto circolare una nota nella quale argomentava che non ci sono necessità di strumenti straordinari per saldare i debiti della PA verso i fornitori. Quest'ultima specifica costituisce una ulteriore conferma della minaccia per la credibilità del nostro paese di iniziative di questo tipo.
Pagare i crediti della PA con emissioni di titoli pubblici di piccolo taglio
Una mozione approvata all'unanimità dalla Camera dei Deputati prevede espressamente la possibilità di pagare i fornitori della PA con i cosiddetti Minibot titoli di debito pubblico di piccolo taglio.
Minibot, la moneta parallela che ci spinge fuori dall'euro | un post di @AlienoGentile | https://t.co/qdUj4IXsvU #econ24 pic.twitter.com/NiramVq411
— Econopoly (@econopoly24) 31 maggio 2019
I MiniBot possono essere un passo verso l'uscita dell'euro
In una serie di video, il parlamentare leghista Borghi che ha proposto i MiniBot spiega come questi potrebbero costituire la "prova generale" per una valuta alternativa e dunque un passaggio intermedio verso l'uscita del paese dall'euro.
Un buon collage di video inequivocabili, grazie @AntoeVins: https://t.co/E8SEbaXYY4
— 🌌L'Alieno 👽 gentile (@AlienoGentile) 2 giugno 2019
I MiniBot sono titoli di debito che potrebbero circolare come moneta
Gianluca Codagnone MD di Fidentis, in una conversazione con l'economista Michele Boldrin spiega la disfuzionalità dell'iniziativa MiniBot sia che li si consideri titoli di debito, sia che li si voglia utilizzare come moneta.
Per le imprese i MiniBot sono una patrimoniale forzosa
Secondo l'economista Dari Stevenato, i MiniBot potrebbero gravare sulle imprese fornitrici della PA alla stregua di una patrimoniale. Al momento, sui crediti fiscali maturano intertessi di mora che poi lo stato dovrà pagare, mentre con i MiniBot questo meccanismo verrebbe interrotto corrispondendo titoli illiquidi alle imprese che dovrebbero poi farseli scontare da banche o intermediari finanziari.
Si tratta di patrimoniale mascherata o prestito forzoso senza interessi: sui crediti commerciali vs lo Stato maturano interessi di mora, sui crediti fiscali alias minibot no. E lo Stato lucra sul timing tra emissione e rientro minibot. Tu chiamale se vuoi illusioni (finanziarie) https://t.co/uYz2PrcwTY
— Dario Stevanato (@d_stevanato) 2 giugno 2019
Accettare i MiniBot come pagamento delle imposte equivale a creare moneta
Per Lorenzo Bini Smaghi, membro del board BCE dal 2005 al 2011, un tentativo del governo di "stampare moneta" usando i minibot potrebbe avere effetti deleteri per il paese come avvenuto ad esempio in Venezuela.
Mr @borghi_claudio you are too smart not to know that the legal tender status is defined by the willingness of the state to accept a mean for payment for taxes. The Bolivar has legal tender in Venezuela, and the result is evident: inflation= 130000%. @ErikFossing @FerdiGiugliano https://t.co/NySovha9Oi
— Lorenzo Bini Smaghi (@LBiniSmaghi) 1 giugno 2019