Il sumo è lo sport nazionale giapponese. Questo sport risale a tempi antichi ma è diventato uno sport professionistico solo all'inizio del periodo Edo (1600- 1868). Il sumo è uno sport prettamente maschile e viene praticato nelle scuole e nelle università. I lottatori provengono per lo più dalle zone rurali, vengono contattati da ragazzi e se la famiglia è d'accordo un oyakata (maestro) si occupa di loro. All'interno della scuola i ragazzi si allenano mangiano e dormono e ricevono una piccola somma di denaro. Ci vogliono almeno 5 anni prima che un lottatore di sumo inizi a ricevere un salario.
Pochi si sposano e la scuola diventa la loro casa in tutto il periodo della loro carriera. È nella parte orientale di Tokyo che si trovano le maggiori scuole di sumo. I lottatori si alzano alle 5 del mattino ed iniziano il loro allenamento, verso mezzogiorno finiscono e pranzano. Di solito il pranzo è uno stufato a base di carne e verdure, mangiano inoltre riso e bevono birra. Durante il sonno la quantità di cibo da loro ingerita li fa aumentare di peso. Raggiungono un peso di 150-200 kg.
Un incontro di sumo dura, in genere pochi minuti, ma puo' durare anche di più. Lo scopo di questo sport è di spingere l'avversario fuori dal dohyo e fargli toccare la superfice del ring con una parte del corpo tranne i piedi.
Un rituale di preparazione viene svolto prima di iniziare, lo scontro non è determinato solo dal peso del lottatore ma anche dalla capacità di mantenere l'equilibrio. Spesso un lottatore più piccolo può vincere contro uno di peso maggiore. Ogni anno si tengono sei tornei che durano 15 giorni nei mesi di marzo, luglio e novembre. I tornei si tengono nelle più importanti città giapponesi come Tokyo e Osaka. Durante il periodo dei tornei i lottatori partecipano a gare locali per aumentare la popolarità di questo sport. La televisione trasmette gli incontri dalle 16 alle 18. Lo scopo principale è quello di vincere più incontri possibili. Durante l'incontro vengono dati dei premi in contanti ai lottatori che lo ricevono accovacciandosi al bordo del ring e facendo un giro di gratitudine (tegatane).
IL sumo praticato all'inizio solo in Giappone è divenuto popolare anche all'estero. Molti lottatori vengono in Giappone per imparare questo sport che viene seguito anche da diplomatici e dignitari stranieri in visita nel paese.
I rituali del sumo
I lottatori indossano il mawashi che è un perizoma ricavato da un lungo nastro ed hanno un'acconciatura particolare, l'oicho, che ricorda la forma della foglia di ginco. Combattono dentro il dohyo che è un ring costruito in paglia e sollevato da terra. Prima di un incontro i lottatori vengono presentati al pubblico e svolgono un vero e proprio rituale con movimenti delle braccia e gesti scaramantici. Prima di un incontro i lottatori di sumo lanciano il sale per proteggersi da infortuni e ferite e praticano lo shiko, alzano cioè una gamba e sbattono in seguito il piede a terra, un rito scaramantico che serve per scacciare gli spiriti cattivi dal dohyo.
Alla fine del torneo un giovane lottatore danza con un arco un rituale che simboleggia la forza e la vittoria. Il peso di un lottatore di sumo non è determinato solo dal grasso,lo strato del loro corpo è costituito da adipe che serve per attutire le cadute. Sotto questi tessuti ci sono muscoli duri come la roccia.
I lottatori indossano per le loro dimensioni indumenti di taglia enorme e si spostano in furgoni spaziosi. Due piccole curiosità, usano wc fatti apposta per loro almeno 15 cm più grandi di quelli normali e durante un incontro gli spettatori sperano che il loro campione non perda il perizoma che ne determina la sconfitta.
Il sumo è uno sport che non prevede la presenza di donne. Negli ultimi anni sono stati accettati anche lottatori stranieri. Uno sport dunque che nasce da una rigida preparazione dei lottatori e che affascina non solo i giapponesi ma anche gli spettatori provenienti da tutto il mondo.