Molti detenuti che sono stati protagonisti delle pagine di cronaca nera (e di vari programmi televisivi di approfondimento) in carcere hanno trovato nel lavoro un elemento di riscatto. Sabrina e Cosima Misseri si dedicano alla sartoria, Rosa Bazzi lavora come inserviente, suo Olindo Romano è addetto alla cucina, mentre Alberto Stasi è centralinista.
Lavoro in carcere: Bossetti rigenera macchine per il caffè, mentre Buoninconti è un tutor
Per anni hanno diviso l'opinione pubblica tra colpevolisti e innocentisti, diventando, loro malgrado, protagonisti delle discussioni dei programmi televisivi di approfondimento di cronaca nera, poi la giustizia li ha dichiarati colpevoli e dunque ora scontano la loro pena in carcere, lavorando anche in diversi settori come molti altri detenuti.
Massimo Bossetti, condannato per l'omicidio di Yara Gambirasio avvenuto nel 2010, adesso si occupa di rigenerare macchine del caffè che, una volta riparate, vengono rivendute a prezzi vantaggiosi. Alberto Stasi, condannato per aver tolto la vita alla sua fidanzata Chiara Poggi, è impegnato nel lavoro al call center per una nota compagnia telefonica. Olindo Romano e sua moglie Rosa Bazzi, giudicati responsabili della strage di Erba, stanno scontando la loro pena nel carcere di Bollate, dove lui è un addetto alla cucina dell'istituto penitenziario, mentre lei fa l'inserviente e lavora il cuoio.
Veronica Panarello sta studiando per diventare operatore sociale
Alcuni detenuti hanno deciso di dedicare il proprio tempo a migliorarsi attraverso lo studio.
Ad esempio Salvatore Parolisi, ex caporalmaggiore condannato per l'omicidio di sua moglie Melania Rea, ha iniziato a frequentare un corso di formazione a Bollate per essere inserito nello stesso call center per cui lavora Stasi. Anche Veronica Panarello, nel carcere di Torino dove sta scontando la sua pena per l'omicidio di suo figlio Loris, ha deciso di studiare e frequentare un corso per operatore sociale. Michele Buoninconti, in carcere per aver tolto la vita a sua moglie Elena Ceste, fa il tutor presso il carcere di Alghero: è diventato una figura di riferimento per altri detenuti-studenti e fa studi accademici. Cosima e Sabrina Misseri, recluse a Taranto con l'ergastolo per l'uccisione di Sarah Scazzi, svolgono la propria attività sartoriale nella sezione femminile dell'istituto penitenziario.
Il lavoro dei detenuti è retribuito da poche centinaia fino a mille euro per alcuni casi e questo denaro può essere utilizzato per sé o destinato alle loro famiglie. L'articolo 15 dell'ordinamento carcerario stabilisce che il lavoro è un elemento fondamentale per la rieducazione dei detenuti. L'organizzazione e la tutela del lavoro in carcere, secondo la legge, devono rispettare le regole imposte alla società libera.