E' positiva la risposta femminile alla crisi economica in atto. I dati di Unioncamere - Infocamere relativi alle imprese aperte da una o più donne segnalano infatti 1.431.167 imprese registrate in camera di commercio, pari al 23,6% del totale delle ditte complessive. Considerando pertanto i soli dodici mesi comprendenti settembre 2012 e settembre 2013, la crescita al femminile è pari allo 0,27% contro lo 0,10% delle imprese sia maschili che femminili italiane. Un aumento pertanto quasi del triplo rispetto all'intero sistema imprenditoriale.
In termini numerici le nuove imprese femminili italiane sono 3.893 in più contro i 6.140 delle nuove ditte complessive.
Si tratta quindi del 63% delle nuove partita iva.
I settori più in crescita sono i servizi di alloggio e ristorazione, dove le donne possono vantare da sempre grande esperienza. In quest'ambito i numeri parlano di nuove aperture pari a 3.611 unità. Minori, ma per questo non meno importanti, le nuove attività assicurative e finanziarie pari a un + 1.393 e le agenzie di viaggio e simili pari a un + 1.239. I settori sono prevalentemente legati al turismo e alla cultura, da sempre veri e propri punti di forza dell'economia italiana.
Da notare come le nuove aperture siano quasi interamente legate al settore terziario mentre risultino rarissime o praticamente inesistenti le nuove ditte di artigianato e le piccole industrie. In questo senso la manodopera femminile è stata purtroppo sostituita dai concorrenti di Cina e altri paesi orientali.