Per la maggior parte dei genitori e bambini il momento dei compiti è spesso vissuto come un problema.

Le ragioni di questa difficoltà possono essere molteplici: una generale intolleranza del bambino alle regole, specie quando vengono imposte rigidamente dall'adulto, il suo temperamento, le sue difficoltà e, non da ultimo, le insicurezze e le ansie del genitore che, ricadendo sul piccolo, generano in lui confusione, irritabilità e meccanismi di difesa.

Dopo questa osservazione occorre comunque chiedersi cosa fare. Il primo suggerimento ragionevole è di guidare il bambino a diventare gradualmente autonomo.

Il percorso è lungo e spesso faticoso, ma va subito avviato attraverso modalità adeguate.

Generalmente la prima preoccupazione è quella di capire se sia giusto affiancare il bambino durante l'esecuzione dei compiti o, invece lasciare che faccia da solo.

Non c'è una risposta precisa che vale per tutti. Ogni bimbo, infatti, è unico, perciò sta alla sensibilità del genitore capire quale sia il comportamento più adeguato. L'importante è non confondere un reale bisogno di aiuto del piccolo con un latente nostro bisogno di protagonismo, lasciando così poco spazio alla sua crescita.

Un altro suggerimento è volto a far cogliere la dimensione temporale, al nostro piccolo.

Non perdere le ultime news!
Clicca sotto sull’argomento che ti interessa. Ti terremo aggiornato con tutto quello che non puoi perdere.
Scuola

Prima di utilizzare l'orologio, si può cominciare a costruire una "Ruota del tempo" divisa nei quattro momenti principali della giornata: mattino, pomeriggio, sera, notte, magari abbinando a ciascuno un'immagine di riferimento. Su di essa, poi, si fissano, con un fermacampione, due frecce di diversi colori. Il genitore, sotto lo sguardo del piccolo, sistema una delle due frecce sulla parte effettiva del giorno e, subito dopo, chiede al bambino di pensare e posizionare la sua freccia sul momento in cui intende mettersi al lavoro.

Così facendo si fa cogliere l'importanza della regola e si lascia al piccolo l'opportunità di gestire e muoversi nel tempo, prendendone così coscienza. Successivamente il genitore ruota, col passare del tempo, la freccia e, quando questa si sovrappone a quella del bambino, lo invita a cominciare. Se il piccolo si mette al lavoro, lo si rinforza, se invece si oppone, o tende a rimandare, senza troppe parole, con determinazione e il giusto distacco, gli si comunica che così facendo andrà a Scuola con i compiti non eseguiti e che ricadranno su di lui le conseguenze. E' auspicabile perciò una proficua collaborazione scuola-famiglia al fine di promuovere il bene del bimbo.

Un'altra strategia per rendere più stimolante lo studio, è quella di utilizzare il gioco come strumento. Per esempio, per aiutarlo a studiare le "tabelline", si può costruire un semplice percorso usando per esempio dei cerchi. Ad ogni passaggio esatto della sequenza numerica il bambino può entrare nel cerchio successivo sino a raggiungere il traguardo.

Spesso, ancora, occorre "frazionare" il tempo per lo svolgimento dei compiti, specie per i più piccoli e i più vivaci, programmando brevi pause organizzate per evitare dispersioni.

Detto questo, se proprio constatiamo che ogni strategia adottata non porta a risultati nell'immediato, rimane un ultimo consiglio: non scoraggiarsi e continuare. Come recita infatti il proverbio: "Chi semina" prima o poi "raccoglie" .

Segui la nostra pagina Facebook!
Leggi tutto