Il Tribunale di Roma ha emesso una sentenza che sta facendo molto discutere e che, senza ombra di dubbio, diventerà storica nella giurisprudenza. Per la prima volta in Italia, è stato dato il via libera per l'adozione di una bambina ad una coppia lesbica, che si era rivolta all'Aiaf, Associazione italiana degli avvocati per la famiglia e per i minori, con lo scopo di portare avanti legalmente la loro richiesta. La piccola, figlia biologica di una delle due donne, è così stata adottata legalmente dalla compagna e, il collegio presieduto da Melita Cavallo, ha disposto anche l'acquisizione di entrambi i cognomi.
Le due donne omosessuali, convivevano da più di dieci anni e, attraverso un faticoso percorso di procreazione assistita eterologa in Spagna, hanno portato a termine la gravidanza ed iniziato la loro nuova vita da genitori. Si sono rivolte all'avvocatessa Maria Antonia Pili, che ha seguito il caso ed è riuscita a garantire la parità di doveri e diritti ad entrambe le donne all'interno della coppia e alla figlia così fortemente desiderata. La richiesta delle mamme è stata accolta perché la legge italiana, nello specifico articolo 44 della legge 184/1983, rende possibile l'adozione anche in casi particolari, con lo scopo di mantenere con il genitore il rapporto affettivo e di convivenza già consolidato in modo positivo nel tempo e senza discriminazione per l'orientamento sessuale dei genitori.
La legale specifica che non si tratta di una concessione di diritto ex novo, bensì di preservare una situazione familiare già consolidata, in cui devono essenzialmente essere garantiti i diritti della minore. La sentenza, che riconosce il diritto di adozione in una coppia omosessuale, sta scatenando molti consensi ed anche numerose polemiche. L'Associazione Famiglie Arcobaleno esulta perché "finalmente è stato infranto un tabù", così come ArciLesbica e ArciGay, mentre il centro-destra punta il dito contro la magistratura che "si sostituisce alla legge in una tematica così delicata" e definisce la sentenza incostituzionale.
Le mamme, entrambe libere professioniste, sono felici della sentenza perché sperano che questo sia un passo avanti verso la parità di diritti nelle coppie omogenitoriali che ancora non possono tutelare completamente a livello legale i propri figli.
La cosiddetta "Stepchild adoption", vale a dire l'adozione del "figliastro" è già diffusa in molti Paesi europei, tra cui Spagna, Francia, Germania ed i Paesi scandinavi. In Italia si stimano migliaia di famiglie gay/lesbo e centomila bambini con genitori omosessuali.