I Guinness dei primati spesso sono bizzarri e assurdi, quasi incredibili. Personaggi che farebbero invidia a un classico degli anni '30 quale Freaks, anche se non sempre è la natura a regalarli. Come il caso di Chelsea Charms, modella americana per riviste per adulti, classe 1976, che ha un qualcosa di difficile da nascondere: un seno di dimensioni esplosive. Il cui peso complessivo è di ben 24 chili. Ai giornalisti incuriositi dalle sue esorbitanti grazie, la Charms permette anche tanto di palpeggiamento, per la serie "provare per credere". La modella, per questa sua caratteristica, è molto popolare sul web, con diversi video su Youtube e un'apposita pagina sul dizionario virtuale Wikipedia.
Ma come ci è arrivata a tali dimensioni? Mediante 3 operazioni. Il primo aumento è stato di una coppa DD, il secondo l'ha portata ad una taglia HH. In entrambi i casi sono stati utilizzati sacchetti saline. Nel terzo intervento chirurgico le è stato impiantato una stringa di polipropilene. Ma da quel momento non ha più potuto sottoporsi a interventi né negli Usa né nella zona Ue, a causa degli effetti collaterali dovuti a una crescita potenzialmente illimitata e pericolosa, così da doversi recare in Sud America per le operazioni successive. Più in particolare, in alcuni casi di aumento del seno tramite il metodo del polipropilene, i seni possono crescere a ritmi diversi e a tassi accelerati.
Nel suo caso, sono cresciuti all'unisono, e il loro tasso di crescita è costantemente rallentata nel corso degli anni.
Il grosso seno, se è vero che le da' molta popolarità, le da' anche problemi di salute. Soprattutto alla schiena, per il grosso peso che deve portare davanti. Infatti deve fare anche degli esercizi per rafforzare la schiena. Del resto, ogni cosa ha un suo prezzo. E un suo peso. Cosa penseranno le donne di lei? Saranno invidiose o la reputeranno una cosa ridicola? Avere un bel seno sodo, di dimensioni discrete, fa piacere a tutte. Ma forse non così esagerate. Uno sfizio che può provocare anche pericolosi problemi di salute. E chi se ne frega del Guinness e delle riviste...