Il Ddl anticorruzione che in questi giorni ha incassato il si del senato è un passo importante per ridare credibilità al paese e far sì che gli investimenti stranieri trovino il nostro paese nuovamente interessante. Ci sono alcune novità che hanno un forte impatto etico e che di sicuro potranno permettere all'Italia di avvicinarsi agli standard degli altri paesi UE.
Col Ddl anticorruzione la Civit (commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità dell'amministrazione) opererà quale autorità nazionale anticorruzione con alcuni compiti specifici: approvare un piano nazionale di contrasto alla corruzione, fornire pareri facoltativi agli organi di Stato e a tutte le PA, esercitare il ruolo di vigilanza sull'applicazione corretta delle misure e riferire al Parlamento entro fine anno.
Viene inserito un nuovo delitto, traffico di influenze illecite e riguarda i mediatori opachi, ovvero i lobbisti che agiscono nei palazzi. Il delitto sarà regolato all'interno dell'articolo 346 bis del codice penale e mirerà alla trasparenza e imparzialità di operato delle PA.
Nasce il reato di corruzione tra privati, si procederà d'ufficio nei casi in cui vi sia distorsione della concorrenza nell'acquisizione di beni e servizi. Si avranno due casistiche: concussione per costrizione e concussione per induzione. Si inserisce il principio della rotazione tra dirigenti e si predispongono percorsi di formazione dei dipendenti delle PA sui temi dell'etica e della legalità. Il Ddl inoltre ha cercato di fare chiarezza anche all'articolo 18 che pone un limite di 10 anni agli incarichi fuori ruolo dei magistrati.
La trattativa è stata sulle deroghe, soprattutto per quei magistrati che esercitano un doppio lavoro (consiglio di Stato e incarichi nei ministeri) che avranno tempo limite 180 gg per fare una scelta definitiva.
Infine, il ddl vuole porre l'attenzione sull'incandidabilità dei condannati in via definitiva a pene superiori ai due anni di legge, ma il tempo forse non basta per tutto l'iter affinchè diventi legge prima delle elezioni politiche prossime.
Verranno poi aperte, presso le Prefetture, le cosiddette “white list” dove troveranno spazio tutte quelle imprese al di sopra di ogni sospetto, cui verrà esentata la presentazione della certificazione antimafia.
Il ddl introduce inoltre il principio del “whistleblowing”, assicurando assoluto anonimato a chi denuncerà lo svolgimento d pratiche scorrette all'interno del processo amministrativo.
Il Ddl anticorruzione pone le basi per una svolta in attesa che vengano trattati i nodi della prescrizione, del falso in bilancio e del voto di scambio. L'approccio etico del Ddl fa ben sperare tutti, ora necessita passare dalla teoria alla pratica e sperare che la macchina del controllo funzioni davvero.