L’INPS è un Ente a due teste, da una parte il Presidente (che da qualche anno ha incorporato tutte le funzioni del Consiglio di Amministrazione),

dall’atra il CIV. Il Presidente è il rappresentante legale dell’Istituto, predispone il bilancio, attua le linee d’indirizzo strategico, regolamenta l’organizzazione degli uffici e può assistere alle sedute del CIV.

Il CIV (Consiglio di Indirizzo e Vigilanza) ha il compito di fissare gli obiettivi strategici e di approvare il bilancio. È composto da 24 membri, designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori autonomi e dei datori di lavoro.

Il Presidente del CIV è eletto tra i rappresentanti dei lavoratori dipendenti, con una rigida turnazione.

Il CIV, a sua volta, si articola in Commissioni e in gruppi di lavoro deputati a studiare specifiche materie e casi a “elevata complessità”. In uno degli ultimi studi, ad esempio, si auspica la reintroduzione del ricorso amministrativo nell’iter dell’invalidità civile, eludendo il problema delle ricadute sul servizio, considerato che l’INPS non assicura l’assidua presenza dei suoi medici alle visite peritali disposte dai Giudici.

Presso la Direzione Centrale siede anche una miriade di Comitati, retti da un Presidente. Così abbiamo i Comitati amministratori di fondo che “stabiliscono le modalità di concessione delle prestazioni e di riscossione dei contributi; decidono sui ricorsi in materia di contributi; formulano proposte al Presidente.” Se ne contano 12, oltre alla Commissione centrale per l’accertamento e la riscossione dei contributi agricoli unificati.

Vi sono poi i Comitati amministratori di fondi di solidarietà che “intervengono per fronteggiare situazioni di crisi e il finanziamento di programmi formativi nell'ambito dei processi di ristrutturazione aziendale.” Se ne contano otto, con altrettanti Presidenti, segreterie e apparati.

Il mastodontico modello si replica in periferia, dove troviamo i Comitati regionali e i Comitati provinciali, che a loro volta si articolano in commissioni, con segretari e uffici di segreteria. Questi Organismi, sempre a estrazione sindacale, “stabiliscono regole, decidono sui ricorsi, formulano proposte normative”.

La pervasiva presenza del Sindacato quanto costa in termini economici e di autonomia gestionale da parte della dirigenza?

Alla prima domanda soccorre il bilancio preventivo per il 2012 che contabilizza una spesa di oltre 2 milioni di euro, di cui €409.500 per compensi fissi (cod. 5U1101002), €423.710 per gettoni di presenza e rimborso spese ai componenti i comitati regionali e provinciali (cod. 5U1101005), €567.841 per rimborso spese ai componenti del CIV e dei Comitati centrali (cod. 5U1101007), €352.240 per gettoni presenza e rimborso ai componenti le Commissioni e Comitati centrali e periferici (cod. 51104007).

Naturalmente questi numeri non tengono conto del costo dell’apparato che gira intorno a tali Organismi e del costo dei beni strumentali, di gran lunga più rilevati.

A fronte di cotanta spesa, almeno nella gestione dei ricorsi, i risultati sono scadenti sia nei tempi di risposta sia nei risultati, tant’è che l’INPS ha circa un milione di contenzioso giudiziario. Alla seconda domanda, relativa all’autonomia gestionale, in assenza di dati oggettivi, lasciamo al lettore l’ardua sentenza.