Lo scenario italiano - Oggi lo scenario previdenziale italiano è più complesso rispetto a ieri: è stata innalzata l’età minima per andare in pensione e l’importo della pensione pubblica sarà nel tempo molto più basso.

A chi è adatta – La previdenza complementare è lo strumento ideale per costruire una pensione integrativa, anche con piccoli versamenti, da sommare a quella pubblica per poter mantenere il livello di reddito dell’ultima retribuzione. E’ quindi adatta a chi ha già un’occupazione: lavoratori autonomi, liberi professionisti, lavoratori dipendenti, giovani con contratti occasionali e/o a progetto.  Ma è utile anche a chi non percepisce alcun reddito, a chi è fiscalmente a carico e a chi si avvicinerà in futuro al mondo del lavoro: casalinghe, studenti, bambini.

Infatti, anche i genitori possono contribuire, tramite accantonamenti, a migliorare e rendere più sereno il domani dei propri cari.

Come funziona – La pensione complementare viene costruita nel tempo in maniera semplice e progressiva, secondo tre momenti.

Adesione – Si può aderire, fin da subito, alla forma di previdenza complementare che si preferisce, in base al profilo di rischio più adatto alle proprie esigenze. Se si è lavoratori dipendenti, si può far confluire qui anche il proprio Tfr.

Accumulo – Gli importi che si versano nel corso del tempo vengono impiegati nelle linee d’investimento più adatte e determineranno l’ammontare complessivo della pensione integrativa, al raggiungimento dei requisiti previsti dalla legge.

Erogazione – Quando si andrà in pensione, si percepirà quanto maturato, sotto forma di rendita vitalizia reversibile, trasmissibile agli eredi, ad integrazione della pensione pubblica.

Perché aderire – Aderire ad una forma di previdenza complementare offre il vantaggio di: costruire la propria pensione integrativa, decidendo personalmente quanto versare e con quale frequenza; richiedere l’anticipazione di parte del capitale maturato, pari al 75% per far fronte a nuove esigenze (ad esempio l’acquisto o ristrutturazione della prima casa, anche per i figli oppure per sostenere spese sanitarie personali o familiari), pari al 30% per qualsiasi motivo, trascorsi otto anni dall’adesione.

Benefici fiscali – Inoltre l’aderente godrà dei benefici fiscali previsti dalla legge: in fase di accumulo, poiché i contributi versati sono deducibili fino ad un massimo di 5.104 euro all’anno; sui rendimenti finanziari, cui viene applicata un’aliquota (11%) più conveniente rispetto ad altre forme d’investimento; sulle prestazioni finali e sulle anticipazioni per spese sanitarie, cui viene applicata un’aliquota (tra il 15% e il 9%) in funzione degli anni di adesione. La pianificazione del proprio futuro e di quello dei propri cari merita attenzione e tempestività.