Il grande dibattito che sta scuotendo i mass media italiani verte tutto su due filoni in parte, non sempre per fortuna, contrapposti: salute e lavoro. Magistratura e imprenditoria. O meglio, contrapposti da quando una certa tendenza politica ha pensato di vedere una certa dicotomia fra poli che non sono comunque per forza opposti

Così dopo il ‘pasticcio’ di Taranto le difficoltà si sono spostate dall’altra parte della penisola. Una nota dell’Ilva ha dichiarato la possibile chiusura di altri importanti stabilimenti quali: Genova, Novi Ligure e Racconigi.

Dichiarazione che ha portato sgomento fra i lavoratori delle aree in questione.

Si sono radunati di fronte alla prefettura di Genova quest’oggi i lavoratori dello stabilimento ligure, con il chiaro intento di chiedere alle istituzioni il ritiro della nota dell’Ilva che prevede la futura chiusura dello stabilimento genovese nei prossimi giorni.

Giunge oggi in Cdm il decreto per permettere la ripresa della produzione all'Ilva di Taranto, da cui di fatto dipende il futuro degli stabilimenti  di Genova e Novi Ligure e quello piemontese di Racconigi. ‘Conciliare la tutela della occupazione e dell'ambiente col rispetto della magistratura’ è ciò che ha detto Monti, per evitare pertanto ‘un impatto negativo sull'economia di 8 miliardi l'anno’.

‘Il Consiglio dei ministri, con l'assistenza dell'avvocatura dello Stato, sta 'limando' il decreto 'Salva Ilva' per evitare che venga impugnato dalla magistratura’, ha dichiarato il leader della Fiom Cgil genovese Franco Grondona appena arrivato al presidio dei lavoratori davanti alla prefettura. Le sue parole hanno in parte rasserenato gli operai.