Il dato preoccupante elaborato dalla Cgil nazionale, “traccia una vera e propria economia di guerra: un segnale terribile dello stato in cui versa il sistema produttivo, che non vede spiragli di ripresa ma, al contrario, tende a contrarsi e deperire”. A confermare le rilevazioni sulla cassa integrazione è il Segretario Confederale del movimento, Elena Lattuada, affermando che “da quattro anni, si è registrata una drammatica sequenza di numeri che equivale a condannare il paese a un inevitabile declino”.

I dati emersi dal rapporto della Cgil parlano da se: dall’inizio dell’anno il ricorso alla Cig ha fatto registrare un +9% rispetto al 2001, pari 800 mln di ore, con una media di ottantacinque milioni di ore in più, evidenziando che solo a settembre 2012 l’aumento delle ore di cassa integrazione è stato del 28,81% rispetto al mese precedente.

lavoratori coinvolti nella cassa ordinaria, straordinaria e in deroga sono circa 1.016.527, cioè col 50% del tempo lavorabile (20 settimane), mentre i lavoratori a zero ore sono 508.263 (39 settimane) determinando un calo del reddito di 3 miliardi su base annua. I settori in cui si registra il più alto numero di ricorsi alla cig, sono la meccanica e il commercio, seguiti subito dopo dall’artigianato.

Anche il presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua, ha affermato in una nota che “si conferma, rafforzata, la tendenza all’aumento di richieste di cassa integrazione, riproponendo l’andamento del 2010, quando furono autorizzati 1,2 miliardi di ore, piuttosto che quello del 2011, quando non fu raggiunto il miliardo”.

La difficoltà del sistema produttivo e del mercato del lavoro si misura tutta nei dati appena citati. Il presidente dell’istituto di previdenza, nel valutare l’elaborato, evidenzia che il 96% delle prestazioni, avviene entro 30 giorni dalla domanda, attribuendo l’incremento della cassa integrazione, al tracollo del settore industriale, non imputabili al datore, ma, bensì agli eventi del mercato e della crisi economica.