Nel 2013 faremo la conoscenza con la Tares, la nuova imposta che sostituirà la Tarsu e la Tia e che verrà affinata dalle ultime novità che saranno introdotte dal Decreto Stabilità.
Insomma, subito dopo l’Imu, tanto per non perdere l’allenamento, saremo alle prese con questo balzello che si preannuncia molto “sostanzioso”. Questa imposta, come detto, integrerà la Tarsu e la Tia, quindi le imposte per la rimozione dei rifiuti, ma servirà anche a finanziare anche i servizi comunali quali illuminazione, manutenzione strade etc).
Si pagherà in quattro rate con scadenza Gennaio, Aprile, Luglio ed Ottobre e verrà calcolata sui mq.
della casa. La Tia (tariffa ambientale) è adottata da circa 2.300 comuni su 9.000 e subirà aumenti contenuti; la Tarsu invece è adottata dai restati comuni e da sempre ci ha abituato ad aumenti vertiginosi
Come sarà calcolata
Per quanto riguarda l’applicazione dell’imposta sui servizi comunali, essa sarà di 30 centesimi per ogni metro quadro calpestabile sull’80% di case, negozi e capannoni, ma potranno essere 40 in base alle esigenze finanziarie dei comuni.
Il problema è che lo Stato ha già considerato l’introito nell’ordine di 1 miliardo di euro che detrarrà dai trasferimenti ai comuni nel corso del 2013 e che dovranno, quindi, reintegrare tale cifra ed inoltre, secondo studi della Confcommercio, gli aumenti per gli esercizi commerciali sono valutati nell’ordine del 300%.
I comuni stanno combattendo con l’inevitabile caos che sorge a seguito dei conguagli Imu ed i conteggi Tares e, quindi, è stata concessa una proroga per l’entrata in vigore in Luglio, calcolando le rate iniziali secondo le vecchie tasse, per poi aggiornare i conteggi con le rate di Luglio ed Ottobre. Insomma, si salvi chi può.