Con Decreto del 23/11/2012, il Ministero dell’economia ha approvato il bollettino postale per versare il saldo dell’Imu entro il giorno 17 Dicembre. Quindi, il versamento di quanto dovuto potrà essere effettuato sia attraverso F24, così come fatto per l’acconto, sia attraverso bollettino postale che è molto similare al vecchio bollettino Ici.
Il numero di c/c sul quale effettuare il versamento è valido per tutti i comuni italiani ed è il seguente: 1008857615 intestato a PAGAMENTO IMU.
Come Compilare il Bollettino
I dati salienti del bollettino, oltre al numero di c/c ed intestazione sono i seguenti:
- codice Comune, va indicato il codice del comune a cui è riferito il pagamento dell’IMU;
- indicazione dati anagrafici, Codice Fiscale – Nome – Cognome – Data – Luogo Nascita;
- dati dei versamenti riferiti ai seguenti immobili, Abitazione principale – Fabbricati Rurali – Terreni Agricoli – Aree Fabbricabili – Altri Fabbricati;
- Ravv, da barrare se si tratta di un ravvedimento;
- immobili Variati, da barrare se sono rilevate variazioni di uno o più immobili che obbligano alla presentazione della dichiarazione IMU;
- Acc – Saldo, da barrare in relazione al tipo di pagamento;
- numero immobili, il numero degli immobili posseduti;
- Stato – Comune, vanno indicati gli importi corrisposti allo Stato ed al Comune.
Il calcolo del conguaglio
Va verificata bene l’aliquota deliberata dal proprio comune, in quanto c’era la possibilità data ai comuni, fino al 31/10/2012, di modificare le percentuali da applicare e quindi c’è la probabilità di trovarsi di fronte ad un conguaglio d’imposta; in pratica se in sede di acconto, applicando le aliquote note dovevo pagare 1.000 euro su base annua versando 500 euro a titolo di acconto, ora, a seguito della maggiorazione deliberata dal mio comune, mi accorgo che l’importo complessivo era di 1.100; il mio saldo da versare sarà di 600 euro.
Dimenticavo, l’IMU contribuirà in maniera rilevante al prosciugamento della XIII°, mentre gli enti “non commerciali” della Chiesa saranno esentati. Ma l’8 per mille non serve anche per finanziarie le scuole cattoliche, che grazie a vari cavilli non pagheranno l’IMU. A voi le conclusioni.