Il senatore Monti simuove e traccia il profilo del suo movimento "civico, popolare eresponsabile" improntato sull'impegno civile ed europeounito dai valori del merito, libertà e dignità.Traspare nel premier dimissionario l'intenzione di aprire lapolitica alla responsabilità delle azioni, al contributodella società civile invitando a partecipare attivamente e conattenzione, non accontentandosi di criticare, lamentarsi o soloprovare rabbia facinorosa.

Monti come leader politico parla disviluppare strumenti di controllo democratico, verifiche di qualitàe di introdurre modi di rinnovo costante della classe politicacome migliore scelta d'espressione della società civile.

Con stilesobrio, deciso, partendo dai contenuti della sua "Agenda Monti",il professore della Bocconi batte un colpo fermo e forte nella rocciadella politica italiana. Con il suo "bastone" di sapere eprofessionalità, stile e diplomazia, acume mentale, si pone, difatto, come il "Mosè" che vuole "cambiare l'Italia,riformare l'Europa" e aiutare il popolo italiano stanco,sfiduciato, confuso, più povero, a transitare tra le acquetempestose della crisi economica e quelle tumultuose del vuotopopulismo politico, fino alla promessa della luce del risanamento cheverrà.



Il linguaggio usato daMonti è efficace, chiaro, in ogni parola il suo giusto significatooriginale e forte proferito con consapevole responsabilità e doveredella verità, in ottica di voglia di futuro.

Con la "SceltaCivica" il premier non ha scelto di restituire le chiavi di PalazzoChigi, ringraziare e salutare per uscire dalla scena politica dopobreve parentesi istituzionale, ha deciso, invece, di lanciare il suo"sigillo politico" consegnando le "tavole" (report)delle cose da fare e in seguito scrivere un articolato businessplan politico capace d'innestare nel Paese la terza Repubblica,ossia la fase 3.0 che l'Italia attende da molto tempo e ora piùconcreta.

Gli sforzi compiuti vanno consolidati e premiati, irisultati devono seguire agli spunti avviati verso una politica chesappia vedere il futuro che muove il Paese, sono in buona sostanze lemotivazioni che Monti mette in cambio per la sua "salita inpolitica".

Il bastone di Monti ha colto nel segno, spaccato loscenario politico, ha avviato un nuovo corso di eventi e con la sua"agenda per un impegno comune" le forze moderate e riformistedella Nazione lanciano proposte per una scelta capace di recuperareslancio, energie e dignità di popolo.



Punti nevralgici del"manifesto" di Monti sono la scelta europea, ilcambiamento politico e sociale, porsi come elemento dispinta per trasformare l'Italia, unità di valori ecarattere pluralista, nuovo stile politico, maggiore impegnodella società civile. E poi vi è il fisco più semplice ed equo,trasparenza politica, completamento della riforma della giustizia,tagli agli sprechi e iniziative per migliorare la spesa pubblica,rilancio di un Piano Occupazione giovanile, investire sucapitale umano attribuendo valore a studio e ricerca, misure perpromuovere l'invecchiamento attivo, un Piano perl'autosufficienza dei servizi sociali territoriali.

Tra lepagine del documento del senatore Monti ci sono anche misure perridurre Il deficit di opportunità, ossia una società apertain cui tutte le posizioni sono contendibili e non acquisite persempre e un'idea di mentalità vincente per ottenere buonirisultati mettendo ordine nei processi di decisione pubblica. MarioMonti rivoluziona, con il suo modo di entrare nel panoramadell'offerta politica, l'arena di chi si candida a governare ilPaese e con le sue idee di azione intende suscitare "energie nuovedella società civile" per riconciliare il cittadino con il mondopolitico e fare crescere un'Italia a testa alta nel mondo.