Con il PIQ, l'Italia di qualità si può misurare e assieme monetizzare l'incidenzadei lavoratori, del benessere dei cittadini, il rispetto per l'ambiente, lacreatività, l'innovazione e la coesione sociale sul sistema produttivo delPaese, con l'intento di calcolare tutto quello che non è compreso nel PIL edare una lettura più completa del sistema economico.

Il Prodotto Interno Qualità non quantifica il benessere del Paese, ilsuo obiettivo è di misurare la quota diqualità in termini di valore aggiunto ai prezzi correnti, all'interno delPIL generato dalle imprese.

Il PIQ è,in sintesi, la misurazione della qualità della produzione di beni e servizirealizzati dai settori del sistema economico italiano, con lo scopo non tantodi aumentare il PIL (Prodotto Interno Lordo) ma di elevarne la qualità.

La Fondazione Symbola e Unioncamere,hanno ideato e promosso il Rapporto PIQ per misurare la performance del Paeserispetto al parametro della qualità come valore indispensabile per assicurareil benessere delle prossime generazioni. Al Rapporto PIQ partecipano esponentidel mondo scientifico, esperti del settore, rappresentanti del mondo delleimprese, consapevoli tutti che le aziende che puntano sul fattore qualitàesportano di più e sostengono meglio la competitività sui mercati.

Un dato sututti, il PIQ 2011 vale quasi la metà del PIL (47,9%) e cresce rispetto al 2010del 3%.

Symbola è la Fondazione per le Qualità Italiane e nasce con l'obiettivodi promuovere un'economia della qualitàdove raccogliere il valore del territorio, la tradizione, l'innovazionetecnologica, ricerca, design, in grado di fondere assieme competitività evalorizzazione del capitale umano, crescita economica, rispetto dell'ambiente edei diritti umani, produttività e unione sociale.

A tale progetto vi partecipauna rete di 150 organizzazioni e la Fondazione Symbola svolge la sua attivitàattraverso ricerche, dossier, incontri, seminari, rapporti, azioni dicomunicazione e d'informazione, corsi e master.

Dopo la lettura del RapportoPIQ emerge chiaramente che l'Italia deve seriamente affrontare i problemicausati dal debito pubblico, illegalità, evasione fiscale, ricchezza maledistribuita, Sud poco produttivo, burocrazia farraginosa, e diviene impellenteuna maggiore efficacia nel mix tra innovazione, qualità e competitività. Dall'analisiemerge che i settori macroeconomici che contribuiscono in misura maggiore alPIQ nazionale sono i servizi (€ 300mld) e l'industria (€ 121mld), poi ilsettore delle costruzioni (€ 28mld) e l'agricoltura (€ 10mld).

Nel segno dellaqualità del terziario si distinguono i servizi finanziari, dove il PIQ incideper il 59,2%, la sanità e l'assistenza con un PIQ del 53,4% e l'istruzione dovela qualità incide per il 50% del valore aggiunto.

I settori industriali amaggiore incidenza di qualità sono la chimica e farmaceutica (59,6%), lameccanica (53%), mezzi di trasporto (51,9%), l'industria della gomma e plastica(50,1%), l'industria della carta e della stampa (49,6%), l'elettronica (49,1%),l'alimentare (49%), il tessile (48,8%) e le concerie (46,7%). La quota del PIQ a livello delle macroregioniarriva al 56,2% del valore aggiunto nel Nord-Ovest, sfiora il 52% nel Nord-Este scende nel Centro con un valore del 45,8% e Mezzogiorno con un PIQ del 30,5%.La Lombardia primeggia in termini di valore della qualità italiana con un PIQnazionale del 28,7% che corrisponde a € 132mld e seguono a distanza Lazio,Veneto, Emilia Romagna e Piemonte.

Gli indicatori della qualità.Per definire il PIQ in termini di qualità del processo produttivo si partedalla stima del nostro sistema produttivo, ottenuta valutando ogni settore inbase a tre dimensioni: l'eco-efficienza,la capacità delle persone impiegate,l'innovazione. Poi, per calcolare ilPIQ si considera anche la qualità dei prodotti immessi sul mercato affidandosia due indicatori: il valore mediounitario dei prodotti esportati e la posizionecompetitiva di un prodotto.