Le imprese italiane non trovano laureati. E' questa la sconcertante verità emersa dai dati di Confindustria Education sull'offerta di lavoro delle ditte italiane, un dato che sembrerebbe apparentemente paradossale rispetto all'elevatissimo numero di giovani laureati italiani. Facendo un'analisi superficiale la conclusione sarebbe questa, ma il fatto che non stiamo considerando è che al momento le imprese italiane non stanno cercando un laureato qualunque, ma una persona che abbia determinate caratteristiche e che abbia quindi in mano un determinato tipo di laurea. 

L'analisi di Confindustria Education ha analizzato quindici campi disciplinari e ha affermato che soltanto in quattro di essi la domanda di lavoro supera l'offerta.

Nelle restanti discipline ci sono più laureati che posti di lavoro e questo comporta una mancata assunzione per cinquanta mila under 30. Uno scenario che fa riflettere. Le lauree più ricercate sono quelle di ingegneria, quelle relative al campo economico-statistico e medico-sanitario e quelle in ambito giuridico. I dati dell'analisi riguardano la differenza fra laureati che le imprese vogliono assumere e il numero di laureati del 2012. All'appello mancano . ingegneri, 14.600 laureati in economia, 7.800 medici e 3.800 specializzati nel campo giuridico. In parole povere ci sono ad esempio pochi ingegneri rispetto a quanti ne vengono richiesti.

La stessa sorte non capita alle altre discipline.

A farne le spese sono soprattutto i laureati nel campo politico sociale: il mismatch tra domanda e offerta è di 15100 lauerati di troppo. Al secondo posto della classifica troviamo gli specializzati nel campo letterario (10200 in esubero) mentre sul gradino più basso del "podio" ci sono i laureati in ambito linguistico con esattamente settemila elementi di troppo. A seguire troviamo i laureati nel campo psicologico (4400), gli architetti (3700), i laureati nel campo geo-biologico (3200), Isef e educazione fisica (1400), gli specializzati in campo scientifico (1200) e agrario (700), gli insegnanti (600) e i chimici (500).

Un altro dato molto significativo, elaborato da Excelsior-UnionCamere è che la laurea triennale viene sempre più snobbata dai datori di lavoro. Meglio una specializzazione e, quindi, un titolo magistrale.