L'attuale crisi politica rischia di costare carissimo agli italiani: se non verrà formato al più presto un esecutivo tutta una serie di questioni di carattere economico e fiscale rimarranno irrisolte, con un costo aggiuntivo di circa 23 miliardi di euro nel corso del solo 2013.
A lanciare l'allarme la Cgia di Mestre, stando a cui la mancanza di un esecutivo sta producendo a cascata tutta una serie di conseguenze negative: i principali leader politici in fase di campagna elettorale si erano infatti detti d'accordo nell'evitare l'aumento di un punto percentuale dell'Iva previsto per il prossimo mese di luglio, nel rivedere la tassa sull'asporto rifiuti che gli italiani inizieranno a pagare verso la metà di quest'anno, e nello sbloccare una parte dei pagamenti dello Stato verso le imprese.
Per non parlare poi del paventato taglio dell'Irap, del costo del lavoro e della questione Imu sulla prima casa, la cui aliquota - si disse - sarebbe stata ridotta o comunque riconsiderata. A pagare il prezzo di tutto questo, come sempre, il settore dei privati, con imprese e famiglie parimenti coinvolte.
Stando sempre al rapporto della Cgia, l'attuale assenza di un governo si farà sentire soprattutto all'inizio dell'estate, quando i contribuenti dovranno pagare la prima rata dell'Imu e la prima tranche della Tares, il tutto aggravato dal già programmato incremento dell'Iva.
In un momento nel quale circola poco danaro, aumentare la pressione fiscale significherebbe soffocare le residue speranza di ripresa di moltissime aziende per di più ancora alle prese con insolvenze varie da parte dello Stato.
L'unica speranza è che il nuovo governo - quando verrà formato - si metta subito al lavoro per risolvere questo tipo di problematiche; in alternativa ne faranno le spese gli italiani. Come sempre.