Bankitaliaevidenzia che a gennaio 2013, ossia in un solo mese, il debito pubblicoitaliano è aumentato di 34 miliardi, arrivando così a 2.022,7 miliardi. Adessere aumentato in realtà è il debito delle amministrazioni centrali,precisamente di 34,5 miliardi, mentre quello delle amministrazioni locali èdiminuito di 0,5 miliardi. Sostanzialmente invariato invece il debito deglienti di previdenza sociale.
Molticommentatori evidenziano che l'incremento del debito è in parte dovuto aiversamenti effettuati dall'Italia nel nuovo Fondo salva Stati (ESM- European Stability Mechanism) che complessivamente a gennaioammontano a 43 miliardi di euro.
Tuttavia non si può non prendere inconsiderazione il fatto che la quota del versamento nel Fondo ESM effettuatadall'Italia a gennaio è di 0,4 miliardi. Sottraendo questa quota al debitogenerato nello stesso periodo si ottiene una cifra di 33,6 miliardi di euro,che riteniamo in alcun modo possa trovare una giustificazione negli obblighiche l'Italia ha assunto rispetto al Fondo ESM. La quota di versamento nel FondoESM difatti incide nella misura dell'1,2% sull'aumento del debito generato agennaio, da quali voci di spesa pubblica dipenda in dettaglio il rimanente98,8% dell'aumento del debito pubblico a gennaio non ci è dato saperlo. Altridati diffusi parlano poi, sempre con riferimento gennaio, di un aumento delleentrate del +2,3%.
Sta di fatto che i conti sono ugualmente in rosso.
Non abbiamo per le mani le cifre relative al bilancioe prendiamo atto che Bankitalia di certe spese non parlerà mai nei suoicomunicati ufficiali, ma una cosa è certa: il governo italiano ha di recentedeciso di acquistare 90 caccia F-35 (inizialmente dovevano essere 131). Nonabbiamo ancora chiaro quanto questa operazione di rafforzamento delle nostreforze militari costerà all'Italia: il balletto delle cifre in rete è difatti estenuante.Una cosa è certa: si tratta di una operazione che complessivamente costerà all'Italiamiliardi di euro, dato che il costo iniziale del singolo aereo si aggiraintorno ai 127 milioni di euro. Sull'ammontare della spesa finale i rumors sonocontraddittori e dipendono da stime presuntive sull'aumento eventuale del costodella fornitura che gradualmente viene fatta all'Italia: c'è chi parla di 12miliardi, chi addirittura, Umberto Guidoni di SEL, della cifra di 40 miliardidi euro. Non sappiamo con esattezza, e forse mai lo sapremo, come e quandoquesti pagamenti verranno effettuati dall'Italia, ma ci sorge il dubbio cheprobabilmente abbiamo già iniziato a pagarli profumatamente. Il Fondo bombardaStati dunque incide sulle nostre finanze almeno quanto quello salva Stati, sulprimo però si tace spudoratamente, mentre il secondo è sulla bocca di tutti.