Il Presidente di Confcommercio,Carlo Sangalli, è stato più chechiaro durante il suo intervento di apertura del meeting organizzato dalla suaassociazione e dallo Studio Ambrosetti svoltosi a Villa d' Este: "Non possiamo più scherzare col fuoco".

Il fuoco di cui Sangalli parla è quello che poco prima èstato descritto da Mariano Bella,direttore dell' Ufficio Studi della stessa Confcommercio, tramite lapresentazione di un rapporto sulla situazioneeconomico-finanziaria italiana, riassumibile con questi numeri: Pil vistoin ribasso da -0,8% a -1,7% per il 2013, consumi in calo del 2,4% e gliinvestimenti del 3,5%, rischio chiusura per oltre 90 mila imprese, altre centinaia di migliaia di posti di lavoro prossimi ad essere persi, più di 4milioni di italiani in condizioni di povertà assoluta.

Un quadro desolante, drammatico, che ad ora sembra quasiprivo di soluzioni, tanto da far parlare il presidente di Confcommercio addirittura di un rischio per la coesione sociale del nostro Paese: "la politicasuperi subito le sue divisioni -quasi implora Sangalli- e ci dia un governo peradottare un programma essenziale comune".

Negli ultimi cinque anni i redditi degli italiani sono calati in media di 2600 euro, icittadini che si possono considerare nella fascia di disagio sociale è raddoppiata dal 10,5% al 21%, eppure in Italia silavorano annualmente 300 ore più che in Germania e 350 più che in Francia: mala produttività per lavoratore è del 35-40% più bassa.

La situazione è così drammatica che Sangalli, oltre apresentare un nuovo indicatore economico elaborato quasi come provocazione daConfcommercio, ovvero il Mic (chemisura il malessere sociale partendo dalla precarietà, il carovita e lasottoccupazione), parla di una "tempesta perfetta" che sta per abbattersi sulPaese nei prossimi due anni: un punto di non-ritorno sempre più vicino.