Dal rapportoBes, il benessere equo e sostenibile in Italia, presentato ieri dall'Istat e dal Cnel alla Camera dei Deputati,emerge come in Italia siano in aumento i Neet,acronimo di "Not in Educational Employement or Training"
Di chi si tratta? Sono giovani che hanno un'età compresa trai quindici e i ventinove anni chescoraggiati dalla situazione economica e lavorativa dell'Italia, non studiano, non lavorano, non frequentano corsi di formazione e non sonoalla ricerca di alcuna occupazione.
Sono giovani per lo più delusi eamareggiati che dopo aver cercato invano un lavoro hanno smesso di averefiducia nel futuro e non sono nemmeno più alla ricerca di un'occupazione.
Nel 2009, anno in cui la crisi ha iniziatoa farsi sentire, i Neet erano il 19,5% in questa fascia di età, due anni dopo, idati si riferiscono infatti al 2011, sono aumentati fino ad arrivare al 22,7%.
Purtroppo il dato è indicativo di unasituazione molto allarmante, in cui il disagio psicologico sta prendendo ilsopravvento, purtroppo una parte dei Neet, l'8,8%, è addirittura costituito dalaureati, amareggiati dal fatto che nemmeno il titolo di studio abbia ripagatogli anni di sacrificio al momento di trovare un lavoro.
La maggioranza dei Neet è però costituitada donne, residenti al Sud con titoli di studio poco richiesti sul mercato dellavoro. Altro fenomeno che segnala una delusione complessiva dei giovaniitaliani si registra nell'aumento dell'abbandono scolastico, solitamente chilascia gli studi prima di averli conclusi ha genitori con titoli di studiobassi, l'abbandono scolastico per coloro che hanno genitori laureati si ferma al 2.9%.
Forse nonostante la delusione attuale i genitori che hanno studiato cercano di "spronare" i propri figli nel conseguimento del titolo di studio, confidando che la situazione lavorativa ed economica muti in futuro e che torni ad essere valorizzato il titolo conseguito.