La Svizzeraha risposto "sì", a larghissima maggioranza, al Referendum cheprevede un tetto massimo agli stipendi dei super-manager dimultinazionali, società quotate in Borsa e SpA, a partire dalprossimo gennaio 2014. In tempi di crisi economica e di spedingreview in tutta Europa, anche i cittadini svizzeri hanno detto bastaa stipendi da favola, bonus e buonuscite milionarie.
La propostadi legge votata col Referendum era di natura costituzionale e,quindi, per essere approvata doveva ottenere non solo la maggioranzanon solo dei voti a livello nazionale, ma anche la maggioranzaassoluta nei singoli Cantoni. E così è stato: in tutte le 24Regioni della Confederazione Elvetica i sì hanno vinto ad ampiamaggioranza, cheha superato i due terzi del quorum.In Svizzera, ogni legge (che sia confederale, cantonale o comunale)viene sottoposta a Referendum, che non ha alcun quorum costitutivo eche è valido indipendentemente dal numero dei votanti.La propostadilegge, votata lo scorso3 marzo 2013, stabilisce che laremunerazione massima dei dirigenti di multinazionali, societàquotate in Borsa e SpA non venga più decisa dal Consiglio diamministrazione ma dall'Assembleadegli azionisti,che venga rivista di anno in anno e che venga decisa sulla base deirisultati positivi conseguiti dal management.
Laparticolarità di questa Legge, quindi,èche vaa tagliare icompensi ai manager privati,e non pubblici, comeci aspetteremmo. Daoggi in poi,almenoin Svizzera, nonsi potranno più verificare decisioniarbitrarie e scellerateche hanno portato a compensare manager che avevano causatoperdite rilevanti -come, ad esempio, nelcaso di UBS (UnionBank of Switzerland).
Per quantoriguarda, invece, i managerpubblici,inSvizzera ilproblema non si pone, poiché leretribuzioni pubbliche sono contenutee, inogni caso, sempre legate adobiettivi positivi daraggiungere.