L'allarme lanciato dalla Commissione Ue (secondoBruxelles la disoccupazione continuerà a crescere in Italia fino al 2014)trova immediato riscontro nel dato di gennaio, quando nel nostro Paese il tassodei senza lavori è volato dall'11,3% di dicembre all'11,7% di Gennaio.
I disoccupati sono arrivatia quota 3 milioni. L'Istat ha precisato che con unaumento di 110 mila unità (+3,8%)a dicembre si è arrivati per l'esattezza a 2 milioni 999 mila persone che non hanno un lavoro fisso. Un evento del genere non siverificava dal 1992.
Sempre dai dati Istat si hanno le seguenti percentuali: Su baseannua la crescita è di oltre mezzo milione di persone (+22,7%, +554 mila unità)con un tasso complessivo salitoall'11,7%: il più alto dall'inizio delle serie mensili (gennaio2004) e dall'avvio di quelle trimestrali, ovvero,dal quarto trimestre del 1992.
Chi ne risentemaggiormente di questa drammatica situazione sono i giovani tra i 15 e i 24anni: senzalavoro il 38,7%, anche in questo caso, il massimo dall'inizio delle seriestoriche dell'Istat. L'Istat ha anche rilevato che nell'intero 2012 il tasso didisoccupazione è risultato pari al 10,7%, in aumento rispetto all'8,4% del2011, ai massimi dal 1993 e con punte del 17,2% al Sud.
Bisogna però chiarire alcuni particolari rilevanti, per megliocomprendere come stanno effettivamente le cose. Prima di tutto bisogna spiegarela differenza che passa tra le due le due categorie inventate a suo tempo dalMinistero del Lavoro e della Previdenza Sociale: Disoccupati e Inoccupati.
Ildisoccupato è colui che:
- ha perso un posto di lavoro o cessato un'attività di lavoro autonomo;
- ha un reddito inferiore a 8000 € lordi annui, nel caso di lavoro dipendente(es: co.co.pro., contratto a tempo determinato o indeterminato, part-time ofull-time, etc…);
- ha un reddito al di sotto dei 4800 € annui lordi, nel caso di lavoroautonomo;
- ha lavorato solo per 8 mesi (4 se hai fino a 25 anni compiuti o, se inpossesso di diploma universitario di laurea, fino a 29 anni compiuti).
L'inoccupato è coluiche:
- non ha mai svolto attività lavorativa, sia comedipendente sia in forma autonoma;
- si dichiara disponibile a lavorare ed è incerca di lavoro, oltre ad essere iscritto al centro per l'impiego;
Altro aspetto importante da prendere inconsiderazione è la fascia d'età che, L'ISTAT e gli altri Istituti distatistica prendono come riferimento per lo sviluppo delle analisi percentuali.Mi riferisco ai giovani tra i 15 e i 24 anni.
Essendo, la maggior parte di loro,studenti, non devono essere considerati ne disoccupati, ne inoccupati. Pertanto, inserirli nel tasso dei senza lavoro, vizia notevolmente la percentuale.
In Italia su 60. 870. 745 abitanti (al 30giugno 2012) gli occupati risultavano 22,9 milioni, cioè, il 37,62% dellapopolazione con un lavoro stabile. Questo, è l'unico dato certo, senza margined'errore, perché empiricamente riscontrabile dalle posizioni lavorativerisultanti all'INPS. Tutto il resto, anche se proveniente da fonti autorevoli èda prendere in considerazione con il beneficio d'inventario.