La complessa vicenda della presunta trattativa Stato mafia che fu instaurata, secondo l'accuso, all'indomani delle stragi di Falcone e Borsellino, da alcuni esponenti del Governo italiano e alcuni uomini di spicco dei servizi segreti e delle forze dell'ordine con i boss della mafia siciliana, Totò Reina in testa, sfocia nel rinvio a giudizio di ieri per dieci imputati, responsabili secondo il Giudice per le indagini preliminari di diversi reati.molto gravi.
L'accusa per i boss e per i militari è di attentato mediante violenza o minaccia ad un corpo politico, giudiziario o amministrativo dello Stato, aggravata dall'agevolazione di cosa nostra; gli imputati per questo delitto sono i capimafia Totò Reina, Bagarella, Cinà, Brusca , due ex generali del Ros dei Carabinieri ed il senatore Marcello dell'Utri.
L'ex Presidente del Senato e Ministro dell'interno Nicola Mancino risponderà invece solo del reato, ben meno grave, di falsa testimonianza.
Il processo sulla presunta trattativa Stato mafia, attesissimo dall'opinione pubblica perchè potrebbe finalmente far luce su quegli intricati rapporti tra politica e organizzazioni criminali su cui si indaga da decenni, comincerà a Palermo il 28 maggio prossimo.