Verifichiamo oggi alcuni suggerimenti per la compilazione del quadro B del modello 730/2013, ossia il quadro che deve essere compilato da coloro che possiedono fabbricati a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale. Verifichiamo cosa si intende per abitazione principale e cosa si intende per abitazione a disposizione.

Immobili adibiti ad abitazione principale

Si precisa che per abitazione principale va inteso il luogo in cui la persona risiede abitualmente (normalmente l’abitazione principale corrisponde a quella utilizzata nel Comune di iscrizione anagrafica).

Tuttavia, il Ministero ha opportunamente precisato, con la circolare ministeriale del 30 Aprile 1980, protocollo 7/1355, che la dimora abituale, intesa in ambito fiscale come abitazione principale per i vantaggi che ne derivano non deve necessariamente coincidere con la residenza anagrafica.

Il significato di abitazione principale risulta quindi legato, più che a vincoli di natura formale, a significative situazioni di fatto che si verificano in relazione al fabbricato.

Viene considerata abitazione principale:

  • sia quella adibita a dimora abituale del proprietario (o del titolare del diritto reale di godimento);
  • sia quella adibita ad abitazione (solo) dei suoi familiari ivi residenti (per tali si intendono il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado, secondo quanto stabilito dall’art. 5 del Tuir, ultimo comma).

Pertinenze dell'abitazione principale

Sono considerate pertinenze dell’abitazione principale, da indicare con codice di utilizzo “5”, le unità classificate o classificabili nelle seguenti categorie catastali:

  • C/2 cantine e soffitte;
  • C/6 rimesse ed autorimesse;
  • C/7 tettoie, posti auto.

Esse devono essere destinate ed effettivamente utilizzate in modo durevole a servizio dell’abitazione principale (anche se non appartengono allo stesso fabbricato).

Immobili a disposizione

Sono le unità immobiliari adibite ad abitazione e possedute in aggiunta a quella utilizzata come abitazione principale. Le unità immobiliari tenute a disposizione sono quelle ad uso di abitazione possedute in aggiunta a quella adibita ad abitazione principale o all’esercizio di arti e professioni o imprese commerciali, utilizzate direttamente dal possessore o da suoi familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado ed affini entro il secondo grado) come residenza secondaria (dimora anche non abituale di lavoro, di villeggiatura, ecc.) o comunque tenute a propria disposizione.

Sono considerate “Unità immobiliari tenute a disposizione”, da dichiarare con codice di utilizzo “2 anche:

  • il fabbricato tenuto a disposizione dal contribuente quando l’unità immobiliare nella quale è situata la sua dimora abituale non sia di proprietà ma sia detenuta in locazione, escluso il caso in cui, il fabbricato stesso sia utilizzato come abitazione principale da un familiare del proprietario;
  • l’unità destinata ad abitazione secondaria posseduta in comproprietà o acquistata in multiproprietà;
  • l’unità immobiliare destinata alla locazione ma rimasta sfitta.



Non sono da considerare “Unità immobiliari tenute a disposizione:

  • le unità date in uso gratuito ad un proprio familiare, a condizione che lo stesso vi dimori abitualmente e ciò risulti dall’iscrizione anagrafica;
  • una delle unità tenute a disposizione in Italia da contribuenti residenti all’estero;
  • le unità immobiliari già utilizzate come abitazione principale da contribuenti trasferiti temporaneamente per ragioni di lavoro in altro Comune;
  • le unità in comproprietà utilizzate integralmente come residenza principale da uno o più comproprietari, limitatamente a quelli che la utilizzano
  • le unità immobiliari prive di allacciamento alle reti dell’energia elettrica, acqua, gas, e di fatto non utilizzate a condizione che tali circostanze risultino da apposita dichiarazione sostitutiva di atto notorio (la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore) da esibire o trasmettere a richiesta degli uffici.

    In queste ipotesi, a colonna 2 non deve essere inserito il codice "2" ma, a seconda dei casi, uno degli altri codici di utilizzo.

    Sugli immobili tenuti a disposizione non sono dovute Irpef e addizionali, sostituite dall’IMU.

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