Equitalia, creata per la riscossione dei tributi, potrà subire pesanti modifiche dal corrente governo Letta che vorrebbe allentare le briglie di un biga ormai ingestibile.Già qualche settimana fa, l'Amministratore Delegato dell'Istituto Mineo, aveva chiesto mediante lettera inviata ai direttori territoriali della società e resa pubblica,di comportarsi in modo "adeguato" e "sensibile"nei confronti di chi, per motivi non esecrabili ad un suo mirato comportamento, è diventato insolvente agli occhi dello Stato. Valutare caso per caso per non alimentare lo stato di disagio che milioni di cittadini italiani stanno attraversando per colpa della crisi economica sempre più incombente che ha ridotto sul lastrico, anche per la perdita del lavoro migliaia di italiani.

Quindi la via per una rimodulazione delle modalità di riscossione dei tributi sembra avviata. Nello specifico si vorrebbe arrivare alla soglia di 200.000 euro per dichiarare una bene posseduto pignorabile, nello specifico sulla prima casa e sugli strumenti di cui si servono le imprese per compiere il loro lavoro, si pensa alla non pignorabilità. Inoltre si dovrebbe innalzare la rateizzazione da 72 a 120 mesi su un totale che da 20.000 euro è già salita a 50.000, e che si vorrebbe far aumantare fino a toccare il tetto di 200.000 euro. Prevista anche una maggiore elasticità per chi non paga le rate in modo continuativo, infatti solo se non si pagheranno 5 rate consecutive e non 2 decadrà la rateizzazione.

L'Equitalia, soprattutto nell'ultimo anno, è stata oggetto di accese discussioni tanto che si pensa addirittura ad una sua "soppressione"  voluta se chiesta a gran voce soprattutto dai rappresentanti del PDL. Ciò che viene criticato all'Istituto è la richiesta di interessi che spesso rendono impossibili saldare il debito infatti, in caso di mancato pagamento addebitano, oltre all'intero aggio del 9%, gli interessi di mora e il rimborso delle spese esecutive. Tutto ciò esplicitato dalla C.M. 4/E/2011, la quale stabilisce che, scaduto il termine per la presentazione del ricorso, le somme subiscono la maggiorazione degli interessi di mora che vanno calcolati dal giorno successivo alla notifica dell'atto.

L'aggio per chi non fosse informato, è il compenso con cui si concretizza il pagamento dell'agente chiamato alla risocssione che equivale al 9% dell'intera somma da recuperare e nello specifico, questa somma dovrà essere recuperata entro sessanta giorni dalla notifica. L'aggio così verrà diviso tra il debitore (4,65%) e il creditore (4,35%), scaduto tale termine l'intero aggio dovrà essere pagato per intero dal debitore.