Imu si o Imu no, sulla primacasa? Bisogna eliminarla interamente oppure ridisegnarla in base al reddito? Questo l'amletico dilemma che aleggia nelle stanze del Parlamento, nei salottitelevisivi come nelle case di milioni di italiani dove molti dei proprietari,sono indebitati anche per 30 anni per acquistare la prima abitazione.
La storia è nota: in queste oresi ribattono molteplici soluzioni ed iniziative intorno a questa tematica. Daogni parte si propongono le possibili ricette per trovare l'accordo migliore. Le parti politiche, sebbeneagglomerate in un unico grande recipiente di Governo, esprimono posizioniuguali quanto eterogenee.
Ma qual è la situazione neglialtri paesi occidentali?
Fuori dai nostri confini , ènormale tassare la proprietà immobiliare e questo vale anche per la primaabitazione. Il gettito riferibile all'Imu è sostanzialmente in linea con imaggiori Paesi Europei. Dove risiederebbe la differenza tra il nostrosistema e quello delle altre nazioni? In che modo questa tassa costituisce unproblema nell'ambito delle dinamiche tributarie nostrane? La risposta èdesumibile dall'eccessiva imposizione sul reddito.
In altri termini, come si osservadal confronto internazionale, la presenza di una tassa sulla prima abitazionein Italia, non rappresenta un'eccezione nel panorama occidentale, non siconfigura come un caso isolato: tuttavia, l'ingente pressione fiscale sullavoro e sui profitti d'impresa implicano irrimediabilmente l'insostenibilitàdell'Imu rispetto agli altri membri dell'Unione Europea.
A riguardo si è espresso inqueste ore anche il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, il quale hadichiarato quanto segue : "E' assolutamente più importante interveniresulla tassazione del lavoro che sulla casa". Quanto all'Imu, dopo aver spiegato che ''sitratta di vedere bene cifre e numeri'', Squinzi ha sottolineato come "lapriorità in questo momento è il lavoro e ritrovare la crescita"(ANSA).
Alla luce di tutto ciò,come valutare e superare la problematica relativa al sistema di tassazioneimmobiliare se non si sciolgono i nodi concernenti al lavoro e alla pressionefiscale delle imprese? Non c'è il rischio di alimentare false speranze eprovvisorie soluzioni (sebbene necessarie) per milioni di italiani?
In una recente intervista su Radio 24 ilSindaco di Verona Flavio Tosi ha dichiarato : "Sospendere il pagamento dell'Imusenza avere una copertura sarebbe pericolosissimo". Poi aggiunge: "lasospensione della rata impedisce ai Comuni di incassare una tassa che èfondamentale per far andare avanti il comune ed è una cosa pericolosissima.Bisogna trovare la copertura per non mettere i comuni in ginocchio. Senza peròmettere altre tasse – rimarca il sindaco di Verona – perché sarebbe ridicolotogliere da una parte e prendere dall'altra, inoltre è improbabile che vengano praticati nel giro di un mese tagli allaspesa dello Stato così importanti". Queste le parole del primo cittadino dellacittà scaligera che hanno trovato riscontro e conforto anche da altri suoicolleghi, primo tra tutti il neo vice Ministro delle Infrastrutture e deiTrasporti Vincenzo De Luca Sindaco di Salerno.
Dunque, quale soluzione siprefigura all'orizzonte ? Non c'è ilpericolo di andare verso una svolta provvisoria se non si ridefiniscono itermini della pressione fiscale italiana inerente al sistema - lavoro?