L'Italia sotto ilsegno dei "buoni" dopo la chiusura da parte della Commissione Europea dellaprocedura d'infrazione per deficiteccessivo. Merito del decreto Salva-Italia, degli italiani ma il rigore finqui tenuto non è finito. Le riformestrutturali devono andare avanti e vanno centrati gli obiettivi nelprogramma di stabilità.
Il 2013 è già segnato, è difficile la crescita, bisognaconsolidare l'economia del Paese, la disoccupazione crescerà, il PIL è stimatoattorno al -1,8%, la disoccupazione supererà il 12%, non è concessa nessunalibertà finanziaria e solo sotto stretta sorveglianza è consentita la partitadei rimborsi debiti della PA alle imprese.
Le "manovre politiche"illudono di trovare spazi economici che non ci sono, mentre Iva, Imu,tassazioni varie, tagli alle spese, debito pubblico e soglia deficit chelambisce il 3%, sono la camicia di forza nella quale si muoverà tutto neiprossimi mesi. La Commissione Europearaccomanda e chiede al Governo di "trasferire il carico fiscale dalavoro e capitale a consumi, beni immobili e ambiente, assicurando laneutralità di bilancio".
E ancora, per l'UE l'Iva va aumentata su talunibeni esenti o che scontano aliquote più basse (al 4% o al 10%). Chiede alnostro Paese di perseverare nello sforzomediante revisioni periodiche approfondite della spesa (spending review)a tutti i livelli amministrativi, migliorando e coordinando i livelliamministrativi e semplificando il quadro amministrativo e normativo per lacittadinanza.
Nel ricco documento di raccomandazioni del Consigliod'Europa, l'Italia deve attuare le riformecon le necessarie disposizioni attuative, "promuovere nel settore bancario, persostenere il flusso del credito alle attività produttive, pratiche di governosocietario che sfocino in una maggiore efficienza e redditività". Sonoimprorogabili iniziative per il mercatodel lavoro e bisogna migliorare l'allineamento dei salari alla produttivitàe l'Italia deve migliorare qualità e risultati della scuola.
Un'annotazioneriguarda anche il fatto di migliorare la gestionedei fondi dell'UE nelle regioni del Mezzogiorno in vista del periodo diprogrammazione 2014-2020 e ciò significa che va migliorata la capacità diprogettare, presentare progetti e affinare la cultura della progettualità nelmodo d'agire italiano.
Il nostro Paese ha necessità di "proseguire la lotta all'evasione fiscale, migliorareil rispetto dell'obbligo tributario e contrastare in modo incisivo l'economia sommersa e il lavoroirregolare", costituire l'Autorità di regolamentazione dei trasporti, "potenziarela capacità infrastrutturale concentrandosi sulle interconnessioni energetiche,sul trasporto intermodale", sviluppare la banda larga ad alta velocità nelletelecomunicazioni. C'è tanto da fare per creare lavoro e crescita e da tuttoquesto si evince che il tempo delle chiacchiere è davvero terminato perchél'unica strada è fare bene.