Mentre il governo Letta sta avviando le riformecostituzionali e istituzionali, con la nomina dei 35 esperti del diritto (tracui 10 donne), l'ex premierSilvio Berlusconi rilancia il presidenzialismo,modello americano, dichiarando: "La guerra civile è finita. Ora via libera al presidenzialismo. Siamoriusciti a unire il centrodestra e il centrosinistra, abbiamo un governo forte".

Berlusconi ha sostenerlo l'on Gasparri, che durante l'intervento su La7 ha dichiarato: "Incaso di elezione diretta del presidente della Repubblica Berlusconi allo statoattuale certamente si candiderebbe", e ha aggiunto: "Siamo preoccupati daquello che riteniamo un'ostinata e multiforme aggressione giudiziaria a Silvio Berlusconi e riteniamo che incidafortemente sugli equilibri democratici delPaese.

Non credo però che Alfano vada dal presidente della Repubblica a parlaredei processi".

Dunque, nonostante il Paese verta in una spirale recessivasenza precedenti e soprattutto senza una prossima via d'uscita, secondo ilsenatore del Pdl il presidenzialismo potrebbe essere l'unica alternativapossibile per contrastare il potere della magistraturaitaliana, che dalla discesa in campo in politica di Berlusconi si èabbattuta con accanimento giudiziario sul ex premier, interferendo edestabilizzando la situazione politica.

Nonostante l'ultima sentenza, che havisto ricettare la richiesta di ricusazionedel giudice Maria Teresa Guadagnino,da parte dei legali del cavaliere, ilsenatore Gasparri ha dichiarato di sentirsi fiducioso e ottimista: "Confido cheprima o poi ci sia un giudice a Berlino e mi auguro che i giudici possanoemettere giudizi sereni e obiettivi".

Mentre il presidente dellarepubblica, Napolitano ha sottolineatola necessità e il suo dovere di "garante"in merito alle riforme costituzionali, nella lettera inviata all'Unità. Nella lettera hafatto riferimento al suo intervento pubblico di cinque anni fa, che vedeva schieratoil Quirinale contro il presidenzialismo, e ha dichiarato che si è fatto un uso "improprio"dell'informazione, che stridecon il suo dovere di "garante" del processo riformatore: "Di fronte alladecisione del Parlamento di aprire un processo di riforme istituzionali ecostituzionali, non posso che restare rigorosamente estraneo e garante dellasua correttezza", conclude con l'appello di non utilizzare l'informazione inmodo distorto: "Non utilizzate impropriamente interventi pubblici da me svoltiin varie occasioni per 'tirarmi da unaparte' nella disputa in corso tra forze politiche e su organi di stampa".

I contenuti del ddl riformatore, a cui stanno lavorando i nuovi "esperti",con funzione consultiva rispetto al governo, saranno quelli indicati nella mozionedi maggioranza approvata in Parlamento, a iniziare dal Comitato dei 40 deputatie senatori che elaboreranno i testi, ma questa volta per evitare che le leggirestino "impantanate" tra Camera, Senato e Quirinale, è probabile che nel ddldel governo sia indicato uno scansionamento preciso dei lavori, che garantisca ilrisultato entro 18 mesi, iniziandocon una riduzione da tre a due mesidei tempi che devono passare tra le letture delle due Camere. Ad ogni modo l'approvazionedel ddl di riforme si deciderà dopo quest'estate, alle Camere.