Ieri sera si è chiusa la festa della Lega Nord a Treviglio, paese vicino a Bergamo. L'ospite d'onore, il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, sul palco del Carroccio e davanti a circa 1.500 persone, non ha trattenuto gli insulti contro il ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge. Il leghista, dopo aver dichiarato che la Kyenge, a suo avviso, assomiglia a un orango, ha affermato che è giusto che la Kyenge sia ministro, ma dovrebbe ricoprire tale carica nel suo paese. A detta di Calderoli, la presenza di un ministro di colore non fa altro che incentivare l'immigrazione clandestina in Italia.
Non è la prima volta che Calderoli si lascia andare a commenti di questo tipo: nel 2006 fu costretto a dimettersi da ministro delle Semplificazioni dopo aver mostrato una maglietta contro l'Islam e Maometto. Ieri la vittima è stato il ministro Kyenge, la quale era già stata attaccata da alcuni esponenti leghisti durante la sua visita a Bergamo un paio di giorni fa, occasione in cui un aereo con la scritta "Stop ai clandestini" aveva sorvolato la città.
La replica di Enrico Letta è stata durissima: il presidente considera inaccettabili le parole di Calderoli e sostiene la Kyenge, incitandola a continuare il proprio lavoro. Gli esponenti del PD, sdegnati, chiedono le dimissioni del leghista.
Luigi Zanda reputa l'insulto di Caldeoroli incompatibile con il suo ruolo di vicepresidente del Senato.
Anna Finocchiaro definisce le sue parole volgari, offensive e razziste e auspica che il leghista porga le proprie scuse alla Kyenge. Nichi Vendola non lo giudica degno di rappresentare il vertice del Senato. Anche Gianni Cuperlo trova che sia un indegno portavoce delle istituzioni del nostro paese. Domani a Palazzo Madama il PD chiederà conto a Calderoli delle sue affermazioni.