"Quello che sta succedendo è un'altra pagina vergognosa nel nostro paese su questi temi, l'Italia oggi è presente sulla stampa estera per questa vicenda: è una vergogna che fa male all'Italia. Faccio appello a Maroni, leader della Lega, perchè chiuda questa pagina rapidissimamente altrimenti si entra in una logica di scontro totale che non serve a lui, non serve a nessuno, non serve al Paese. È una pagina veramente insostenibile, a Maroni appello sincero privo di strumentalizzazioni".
Con queste parole il premier Enrico Letta ha commentato la vicenda che vede protagonisti Roberto Calderoli e Cécile Kyenge, rispettivamente vicepresidente del Senato e ministro per l'Integrazione.
Dopo l'intervento del portavoce ONU per i diritti umani, Rupert Colville, che ha definito le accuse del ministro Calderoli "inaccettabili" e "scioccanti" anche il premier Letta ha rilasciato delle dichiarazioni cercando di porre fine alla questione e riportare un po' di equilibrio in un Paese già provato su diversi fronti.
Il portavoce ONU Colville ha lodato la reazione "incoraggiante" di alcuni politici di alto livello ma ha anche ricordato come "non è la prima volta che politici italiani fanno questo tipo di dichiarazioni".
Dal canto suo il segretario della Lega nord, Roberto Maroni, ha replicato che le parole di Colville non rappresentano l'ONU ma "quelli che continuavano a criticare il sottoscritto per la lotta all'immigrazione clandestina.
Il caso è chiuso". Ha poi aggiunto, con un ritornello che tutti conosciamo, che "contro la Lega c'è stata una montatura. Dare ai nostri avversari il modo di attaccarci è una cavolata, ma la Lega non è razzista. La Lega combatte le idee sbagliate sull'immigrazione come lo ius soli".