La Standard & Poor's ha ulteriormente declassato il livello dell'Italia da BBB+ a BBB. L'economia italiana continua ad avere contrazioni, fino ad arrivare al -1,9% alla conclusione dell'anno, il quale porterà al 129% di debito.

L'outlook dato dalla S&P è negativo, ma c'è ancora una possibilità su tre che il rating si possa ridurre nel 2013 o 2014. L'approccio del governo ha reso il bilancio del Paese sempre più a rischio e secondo la Standard & Poor's il tutto è dovuto alla sospensione del pagamento dell'Imu e al ritardo dell'aumento dell'Iva.

Nella trasmissione televisiva "Ballarò", il premier Letta afferma che la situazione italiana è complessa e che chi pensa che a livello internazionale la situazione sia stata risolta, si sbaglia enormemente. Le fonti del Tesoro hanno riferito all'ANSA che il declassamento dell'Italia è avvenuto senza tenere conto delle decisioni e dei provvedimenti presi dal governo negli ultimi tempi.

Nel 2013 il PIL del paese subirà una contrazione dello 0,3% in più rispetto a quanto si era stimato ad aprile, mentre si pensa che nel 2014 aumenterà dello 0,7%. Il Fmi, invece, ritiene che quest'anno ci sarà una recessione dello 0,6% e nel 2014 ci sarà un aumento dello 0,9%.

Il PIL mondiale quest'anno crescerà del 3,1%, aumentando del 3,8% nel 2014.

La Germania cerca di trainare l'Italia e nel 2013 il PIL aumenterà dello 0,3% e accelerà dell'1,4% nel 2014; anche l'economia francese si contrarrà quest'anno di una percentuale pari allo 0,2% e salirà dello 0,8% nel 2014; il PIL spagnolo invece rimarrà invariato nel 2014 e subirà una contrazione dell'1,6% nel 2013.