Nell’ultimo quinquennio per effetto del fenomeno dellaconcorrenza sleale, con il quale in ambito economico ed imprenditoriale siidentifica quel complesso di pratiche e comportamenti finalizzati ad ottenereun illecito vantaggio nei confronti dei competitori economici, ben 140milaimprese italiane sono state costrette a cessare la propria attività,determinando in tal modo il venir meno di oltre 300mila posti di lavoro.



È la Coldiretti, per l’ennesima volta, a lanciare l’allarmeevidenziando come l’aspetto più preoccupante di questo fenomeno siarappresentato proprio da comportamenti tenuti da aziende italiane che, secondoquanto affermato dai rappresentanti dell’associazione, spaccerebbero per “madein Italy” prodotti in realtà acquistati all’estero o realizzati in gran partecon l’impiego di materia prima non italiana.





Il fenomeno interesserebbe,secondo la Coldiretti, ben un terzo dei prodotti classificati come “made inItaly” che arrivano sulle nostre tavole: il 40% del latte e della carne vendutain Italia è difatti di provenienza estera, così come il 50% del grano teneroutilizzato per la panificazione e il 40% del grano duro impiegato per lapastificazione. Complessivamente il nostro Paese allo stato attuale produce il70% dei prodotti alimentari che consuma. Dall’inizio della crisi economica illivello delle importazioni nel settore di riferimento ha registrato un aumentopari al 22%, con una punta del 26% per i prodotti caseari.

Raggiro dei consumatori e danni ingenti alla nostra economia sono le conseguenze dirette ed immediate del fenomeno della concorrenza sleale: solamente nell'ultimo anno hanno cessato l'attività ben 32.500 aziende di allevamento e sono venuti a mancare circa 36mila posti di lavoro nel settore agroalimentare.

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