Non c'è giorno in cui non si discutadella convenienza o meno di restare nella zona Euro, ritenutaormai da buona parte dell'opinione pubblica come la vera causa dellostato di crisi dell'economia, tanto italico, quanto comunitario. Nonè infatti un mistero che molti, tra cui l'ex premier Belusconi,Grillo e il M5S, economisti come Zingales, ogiornalisti come Paolo Barnad e Giannino, ritenganol'adozione della moneta unica e le politiche di austerity impartitedalla BCE, come la vera causa di tutti i mali economici di cui lacronaca racconta ormai da sei anni a questa parte, indicandonell'uscita dall'euro come la sola concreta soluzione ai tantiproblemi che l'adozione dell'Euro ha comportato alla nostra economiae alla salute sociale.

Eppure sono notevoli i contraccolpi economiciche un'eventuale uscita dall' euro comporterebbe all'intera strutturaeconomica del paese, un rischio che un recente articolo del Sole24Oreha cercato di quantificare, e a ben vedere secondo il quotidiano deldirettore Roberto Napoletano l'auspicabile uscita dalla monetaunica, da molti indicata come la panacea di tutti i mali, sitradurrebbe in realtà nel suo esatto opposto.

Sì, perchè, stando aquanto affermato dal giornale di Via Monte Rosa, l'addio alla monetaunica e il ritorno alla lira comporterebbe una svalutazione intornoal 20-30 % della valuta, con l'effetto inevitabile di vedersi alzareil costo delle materie prime come ad esempio petrolio e gas, di cuisiamo, è bene ricordarlo, importatori.

A questo si devono aggiungeretante altre conseguenze, quali la svalutazione dei beni immobili,un'eventualità che, se fosse confermata, avrebbe un impattodrammatico da un punto di vista macroecomico, perchè minore sarebbela circolazione del denaro, e quindi si concretizzerebbe un piùampio e generalizzato impoverimento del paese e delle famiglie. Nonsolo; il Sole quantifica nella cifra pazzesca di 1.000 miliardi dieuro, ovvero oltre due milioni di miliardi delle vecchie lire, ildanno in termini economici che l'Italia subirebbe dall'eventualeuscita dall'euro, una somma che a ben vedere corrisponde all'esattametà dell'attuale debito dello Stato.

Ed è sopratutto suirisparmiatori che si abbatterebbero le peggiori conseguenze; il 20%della ricchezza privata delle famiglie, a quel punto, sarebbe comevolatizzato, un danno quantificabile in una perdita complessiva dicirca 1100 miliardi di euro 'polverizzati'.

Eppure, nonostantel'autorevolezza della fonte, si tratta sempre di 'teorie' e di'stime', e non è molto difficile imbattersi anche con chi la pensa esattamente in modo opposto. E' il caso di George Dorgan, unnoto economista tedesco e consulente finanziario, secondo il qualel'uscita del 'bel paese' dall'Euro, in realtà avverrebbe senzaparticolari contraccolpi, né shock economici; anzi, ritiene chel'addio dell'Italia è quantomai possibile, addirittura entro unperiodo di tempo di circa 2-3 anni. Dorgan infatti sostiene, data lagravità della situazione e considerate le inflessibili politiche diausterity volute dai poteri di Bruxelles che non consentono unaumento della spesa, pressoché impossibile che l'economia italianasi salvi, perchè semplicemente, a differenza di altri paesi comeGrecia e Portogallo, l'Italia è un paese troppo grande per esseresalvato secondo i parametri sanciti dagli accordi internazionali diMaastricht e Lisbona.

Solo il classico 'giochetto' della svalutazionedella moneta e la conseguente inflazione, secondo Dorgan,consentirebbero all'Italia di salvarsi senza traumi e di uscire cosìdalla condizione di stallo. E l'addio dell'Italia a Bruxelles nonprovocherebbe alcuno schock perché, sostiene l'economista, i rischisarebbero davvero limitati, essendo il paese ricco di riserve d'oro ela popolazione civile ricca di patrimoni( nonostante quello che sidice, infatti, la ricchezza pro-capite in Italia è ancora oggi piùalta rispetto a quella della stessa Germania). Se l'Italia non lascial'Euro,tuttavia, spiega Dorgan, i rischi per la sua economia e perl'intera zona euro a quel punto crescerebbero, comportando un effettodomino tale da condurre in recessione tutti gli altri paesi, compresala Germania.