Poste Italiane privatizzate o quasi: la vendita delleazioni dell'azienda fondata nel 1862 riguarderà non oltre il 40% deltotale, di cui la metà circa sarà riservata agli investitoriistituzionali (per altri dettagli sulla Ipo: Privatizzazione PosteItaliane, i numeri).

Mettendo sul mercato una parte delle Poste, lo Stato vuoleincassare senza perdere il controllo dell'azienda, come viene dettodal governo. Il 9 gennaio c'è stata una riunione per esaminare ilpiano di parziale privatizzazione di Poste Italiane a cui hannopartecipato l'ad del gruppo Massimo Sarmi, il sottosegretario allaPresidenza del Consiglio dei Ministri Filippo Patrini Griffi, ilviceministro allo Sviluppo Economico Antonio Catricalà: è emersotra l'altro che non saranno messe in vendita le controllate PosteVita (assicurazioni) e BancoPosta (conti correnti, mutui,prestiti).

Alcune stime dicono che Poste Italiane, o meglio il totale delleazioni di Poste Italiane, che appunto è una Spa, sia di oltre 10miliardi, dunque al Tesoro (attuale proprietario dell'azienda)andrebbero oltre 4 miliardi da questa vendita.

Della privatizzazione di Poste Italiane si sente parlaredal 2005, quindi non è certo una novità, ma nel corso degli ultiminove anni non si è mosso nulla: questa volta sembra che si procederàspediti verso la vendita, seppur di solo una parte minoritaria elasciando fuori i gioielli Poste Vita e BancoPosta (dunque chi haun'assicurazione, libretti postali e conti correnti BancoPosta, odeve rimborsare un mutuo o un prestito BancoPosta, non vedràcambiare alcunchè), così come si è già fatto in Germania ed inGran Bretagna.

E forse sarà anche la volta buona che i servizi postali classici,come l'invio di pacchi, lettere e raccomandate, verranno migliorati,come anche la gestione degli uffici postali (ricordate lo scorso annoil caos derivante da un crash del sistema informatico delle Poste eche paralizzò gli uffici per una settimana?).

C'è dunque curiosità di vedere quali saranno i gruppi, leaziende, i fondi di investimento che entreranno in Poste Italianecome nuovi soci dello Stato, tenendo conto comunque che il progetto èdi favorire gli investitori istituzionali su quelli retail,riservando loro il 50% o anche il 60% delle azioni in vendita; tra il2% ed il 5% invece andrà ai dipendenti, a titolo gratuito.

Di certo Poste Italiane è un gruppo sano e che interessa amolti, come dimostra il successo della collocazione del bond da 750milioni di euro nel giugno 2013, con richieste da oltre 350investitori istituzionali.

D'altra parte stiamo parlando del quartooperatore mondiale nella logistica, di un'azienda che con lecontrollate BancoPosta e Poste Vita ha milioni di clienti, delprincipale punto di riferimento per il risparmio gestito degliitaliani (libretti postali, buoni fruttiferi e quant'altro), diun'azienda attiva anche nelle telecomunicazioni con la compagniatelefonica virtuale PosteMobile.