Tre per cento: sarebbe questa la frazionedi coloro che rispetto alla totalità riesce a raggiungere il successo, quellovero ed indiscusso, non con la sola "S" maiuscola, ma proprio tutta la parola inmaiuscole, SUCCESSO insomma. Uno è Ennio Doris. Come molti di coloro che hannoavuto tutto è di più, giustamente esce ad un certo punto la loro biografia. “C’èanche domani”, edito da Spearling & Kupfer, è la biografia di Ennio Doris. Natonel 1940, a Tombolo, vicino  Padova. Dopoil diploma di ragioniere lavora in banca, successivamente in un’altraorganizzazione dove con successo mette insieme un elevato numero di promotorifinanziari.

E poi, a Portofino,1982, l’incontro con Silvio Berlusconi. Da linasce l’iniziativa che porta ai giorni nostri con Banca Mediolanum.

Fermo restando che ogni scritto si lascia interpretare sottomolteplici punti di vista, sia nella testa di chi legge sia nella testa di chiscrive, ugualmente vale la pena di leggersi un libro che contiene i principiliberamente espressi nel racconto della propria vita lavorativa e personale. Ipotizzandoche da certe persone c’è sempre qualcosa da imparare.

Intervistato in merito alla pubblicazione della suabiografia (Panorama 9/4/2014, di Marco Cobianchi), Doris rivelaalcuni interessanti pensieri. Dà molta importanza alla scuola. Unapersona che si presenti con voti elevati implica che ha cervello, e soprattutto,che ha voglia di usarlo.

Ma non basta. Mostrando di focalizzarsi su ogni aspettocapace di rivelare elementi critici di una personalità (che potenzialmente potrebbe diventare un suo collaboratore), non manca di osservare che un CV chepresenti l’attitudine ad eccellere in un sport, o in un hobby, non vasottovalutato. Sarebbe il segno che in qualcosa il candidato ha deciso diimpegnarsi.

Tutti aspetti molto interessanti, che dovrebbero indurre ariflettere i giovani che appena usciti da un’università non pongono talvolta lanecessaria attenzione a fattori cruciali, ovvero che la persona è ciòche conta di più, al di sopra di tutto.

Carlo Maria Cipolla nel suo noto capolavoro offre alcune definizioni:lo stupido, l’intelligente, lo sprovveduto, etc..

Quale  potrebbecalzare per Doris? Probabilmente l’intelligente. Tra le risposte di Doris nell'intervistaconcessa a Panorama, “L’altruismo è lamigliore forma di egoismo. Ho sempre pensato che se fai gli interessi deglialtri fai anche i tuoi”, oppure, in relazione alle perdite subite daiclienti di Doris che avevano investito in fondi collegati al crack Lehman, eche spinsero a rimborsare le perdite, Doris afferma: “Costò 160 milioni e un taglio di dividendo. Ma l’anno dopo la raccoltasalì fino a quasi sei miliardi. Essere buoni conviene”. Comunque, l’intelligenteper Cipolla è colui che compie azioni dalle quali ricava beneficio assieme agli altri.

Nell'intervista rilasciata a Marco Cobianchi è interessanteanche il passaggio in cui Doris rivela quando decise di mettersi in proprio.

Ungiorno salì in una Pallas, del titolare della fabbrica, e colpito dallesensazioni che gli diede la macchina, decise che si sarebbe messo in proprio. Alcuni,forse i numeri uno, ascoltano se stessi, le loro sensazioni, e poi agiscono perobbiettivi, o desideri, che li motivano fino a raggiungerli. Con un capitalepersonale stimato in 1,7 miliardi di €, Doris ne è stato capace. Sicuramente. Un profondo conoscitore della natura umana.

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