I dati sulla disoccupazione sono ormai sconcertanti. Quellagenerale ha toccato il 13%, mentre quella giovanile si attesta intorno al 43%,così come quella femminile che supera abbondantemente il 40%, con puntedrammatiche al Sud che mirano addirittura al 60%. Per non parlare poi dei tantiprecari, che un lavoro ce l’hanno ma vivono costantemente con la paura di unfuturo incerto.

A fare un po’ di luce in un tunnel che sembra non finire maici pensa la Cgia di Mastre, associazione degli artigiani, la quale ha diramatodei dati positivi riguardanti quelle professioni che tra il 2009 e il 2013hanno fatto registrare una crescita in controtendenza con il quadro “nero”generale.

Vediamo quali sono.

Il primato della professione che ha fatto registrare unacrescita nelle richieste sono i tatuatori, che fra il 2009 e il 2013 sonoaumentati di numero del 442,8%, seguiti da pasticceri (+348%), pellettai(+216,3%), addetti alle pulizie (+199,1%) e disegnatori grafici (+189,8%).Buono l’andazzo in questo quadriennio anche per addetti alle pulizie,estetiste, esperti di serramenti, imbianchini e giardinieri.

Anche il settore dell’alimentazione è in forte crescita,complice anche la proliferazione di svariati centri commerciali, dentro i qualii ristoratori trovano facilmente spazio e successo. Ma le ragioni sono legateanche al cambiamento degli stili di vita delle famiglie, che puntano sempre dipiù ai fast food e a pranzi-cene rapidi. E così crescono fortemente pizzerie altaglio, le gastronomie, le rosticcerie, le friggitorie, le panetterie, legelaterie.

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Certo, non sono tutte rose e fiori. L’artigianato ha ancheperso 28 mila imprese, soprattutto legate alla manifattura e alle costruzioni,settori che soffrono sia la concorrenza spietata a colpi di manodopera a bassocosto, sia la crisi del settore immobiliare. 

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