Il Tar del Lazio ha sentenziato: la richiesta di sospensiva avanzata dal Consiglio nazionale degli architetti è stata rigettata, sarà quindi obbligatorio per professionisti e ditte individuali accettare i pagamenti delle proprie fatture anche attraverso l'utilizzo del bancomat.

I privati cittadini potranno quindi pretendere di saldare al parcella del dentista e dell'avvocato utilizzando il bancomat, a patto che l'importo dovuto sia almeno di trenta euro.

Obbligo che dovranno rispettare tutti i professionisti, indipendentemente dal fatturato annuo, dalla professione svolta o dal tipo di prestazione erogata.

Questa misura è stata fortemente contestata dalle associazioni di categoria in quanto non ritenuta necessaria al fine del contrasto di elusione o evasione, essendo già previsti obbligatoriamente i metodi di pagamento tramite bonifico o assegni per importi superiori ai mille euro e, indipendentemente dagli importi, nel caso di particolari spese per le quali viene chiesta la detrazione d'imposta.

Una norma che obbliga tutti i professionisti a doversi dotare di Pos e quindi l'insorgere di canoni e commissioni in precedenza non previsti con il rischio di appesantire una volta di più l'agonizzate settore delle partite iva. Norma che va a tutto vantaggio degli istituti di credito che senza colpo ferire si ritroveranno con considerevoli introiti nella consueta posizione di monopolisti.

Un ennesimo tentativo, questa volta su larga scala, di ridurre sempre più l'utilizzo del contante e di tracciare ogni operazione, con un incremento esponenziale di dati a favore di verificatori dell'Agenzia delle Entrate.

Da segnalare che il Governo si è impegnato, attraverso l'emanazione di norme apposite, a ridurre i costi legati alla detenzione e utilizzo di tale strumento elettronico con decorrenza 29 luglio (quindi un mese dopo l'insorgere del gravoso obbligo), anche se pare opportuno segnalare come tale intervento sia destinato a regolamentare pagamenti elettronici di importo inferiore ai 30 euro, ossia quelli per i quali il professionista può chiedere diverso metodo di pagamento.

Si attendono comunque ulteriori mosse del Governo, non escludendo a priori quantomeno un'ulteriore differimento dell'adempimento o una ragionevole valutazione dell'entità dei pagamenti o del fatturato annuo dell'imprenditore o libero professionista.

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