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La macchina finanziaria è passata ad ammortizzare la spesa del bonus Poletti, opera di architettura finanziaria per rimborsare una quota ai pensionati penalizzati dal blocco dell'indicizzazione delle pensioni salvando però l'equilibrio dei conti. Tra qualche settimana una nuova tagliola potrebbe segare l'equilibrio finanziario. Infatti il 23 giugno prossimo la Corte Costituzionale dovrà emettere sentenza sulla legittimità del blocco dei contratti del settore pubblico e stavolta le conseguenze sul Tesoro sono ancora più gravi. L'organo giudiziale dovrà valutare il ricorso di alcuni Sindacati contro il blocco della contrattazione degli stipendi del personale pubblico effettivo dal 2009 fino alla fine di quest'anno, gli anni cavalcati dai governi Berlusconi, Monti, Letta e Renzi. Quesito d'esame sarà la legittimità del blocco degli stipendi pubblici e per questo lungo periodo. L'Avvocatura generale che fa le veci del Governo di fronte alla Corte Costituzionale, ha diffuso stime di quello che potrebbe essere l'esborso in caso di ragione dei Sindacati. È una cifra che fa tremare i custodi del Tesoro. La sentenza avrebbe un effetto strutturale di 13 miliardi l'anno, una spesa totale non inferiore ai 35 miliardi.

Previsioni di spesa

In una previsione ipotetica del sindacato Confsal-Unsa che è tra quelli che hanno ricorso, con riferimento ai tassi di inflazione programmata l'entità della spesa sarebbe di 10,6 miliardi l'anno. Con riferimento ai tassi di inflazione reale per lo stesso arco temporale si contano 13,6 miliardi. Cifre dimezzate al netto degli oneri previdenziali e altre imposte a carico del datore di lavoro che in questo caso è lo Stato. L'esecutivo si ritroverebbe in piena emergenza. Dal 2016 dovrebbe assicurare la compensazione del blocco degli stipendi per più di 3 milioni di dipendenti della Pubblica Amministrazione. Il rapporto deficit-pil ne verrebbe compromesso insieme a tutti gli obblighi fiscali verso l'Europa. Si temono persino ricadute sui titoli di stato e sugli indici borsistici.

Intimidazione dell'Avvocatura alla Corte?

La notizia della quantificazione è stata divulgata dall'agenzia Ansa. I sindacati sospettano che sia stata l'Avvocatura ad autorizzare la diffusione come per far pressione a mezzo stampa sulla Corte, quasi mettendola al muro e obbligandola a valutare bene l'azione legale che potrebbe compromettere la stabilità finanziaria. D'altra parte è nella Costituzione anche l'obbligo al pareggio di bilancio. A quale articolo la Corte si appoggerà? Massimo Battaglia che guida Confsal-Unsa si lamenta: "Questa non è più una Repubblica fondata sul lavoro ma sul pareggio di bilancio". Come a dire che è in atto una economicizzazione della Costituzione, sempre più subordinata alla finanza e non ai diritti.